domenica 5 maggio 2019

MA LA GIT ODIA COSI' TANTO I COMMERCIANTI GRADESI?


Più volte ho criticato il fatto che la GIT per recuperare risorse faccia pubblicità per attività concorrenti al tessuto commerciale gradese. Quest'anno Lovato & Co. invece di collaborare per fare squadra ci mette il “carico”. Non bastava la pubblicità sulle cabine della spiaggia del TIARE di Villesse e dell'Outlet di Palmanova. Ora alle casse della Git ci sarà anche un espositore con i depliant dell'Outlet così se dovesse essere sfuggita la pubblicità sulle cabine non passerà inosservata quella alle casse.
Come  detto infinite volte, ben venga la pubblicità ma almeno non di attività che fanno una concorrenza impari con il già fortemente compromesso tessuto commerciale gradese.
Sarebbe molto meglio che sia l'amministratore unico Alessandro Lovato sia Leonardo Tognon si facessero assumere dall'Outlet di Palmanova in modo che li possano esprimere al meglio le loro doti manageriali e di marketing.
Non trovo giusto che delle persone pagate da una società come la GIT che ha come scopo storico, etico e culturale quello di favorire il turismo gradese, per questioni di bottega, facciano quadrare i conti con pubblicità contro i commercianti gradesi.
E' fin troppo ovvio che i commercianti, per ripicca, non possono fare pubblicità per le spiagge di Lignano o Bibione, tra l'altro gestite decisamente meglio della nostra. Non è un caso che le opere di ripascimento finanziate dalla Regione a Lignano sono già terminate e a Grado siano tuttora in corso.
La Git invece di adoperarsi per trattenere i turisti più possibile sul territorio gradese con eventi e attività collaterali, attività già previste dal nuovo statuto, manda gli ospiti a fare shopping fuori Grado.
Sarei proprio curioso di sentire l'opinione dell'Assessore al Turismo Bini su questo argomento. Oggi sarà presente all'inaugurazione della stagione turistica e sarà mia premura renderlo partecipe del mio pensiero. Magari mi dirà che sono io a non capire le astute strategie di marketing del duo Lovato & Tognon ma voglio correre questo rischio. Nel frattempo se anche altri operatori turistici mi faranno sentire la loro opinione ne sarò molto grato.


mercoledì 24 aprile 2019

SONO I PARCHEGGI IL VERO PROBLEMA DI GRADO?



Siamo sicuri che il vero problema di Grado siano i parcheggi?
Forse si ma non ci scommetterei. Come mia abitudine, mi piace osservare quello che succede in altre destinazioni turistiche. Sembrerà strano ma certe località fanno scelte esattamente opposte alle nostre e questo induce quantomeno ad una approfondita riflessione.
A scuola, per i somari, è prassi consolidata cercare di copiare da quelli più bravi. Durante le verifiche date dai professori quanti non hanno tentato di dare una sbirciatina al compito della più brava della classe? Se non altro per avere conferma di quanto prodotto.
Per i somari della politica invece questo non succede, pare che cercare di copiare dai migliori sia peccato mortale. Così assistiamo a scelte estemporanee o molto più spesso al totale immobilismo.
Torniamo al problema specifico dei parcheggi, perchè quanto vi sto per dire vi sorprenderà non poco.
In Austria a Bad Kleinkirchheim stanno costruendo un nuovo albergo al posto di un parcheggio. Ebbene si, l'amministrazione della località carinziana ha deciso di favorire gli insediamenti ricettivi a scapito del turismo pendolare. Non ci vuole un Premio Nobel all'economia per capire che l'indotto economico prodotto da una camera d'albergo è sicuramente maggiore di quello prodotto dalla classica famigliola di pendolari. Fatto sta che una catena alberghiera come la Explorer Hotel ha deciso di investire aprendo un nuovo hotel a Bad Klenkirchheim e l'amministrazione locale, visto il poco spazio a disposizione ha deciso di sacrificare un parcheggio a questo scopo.

Io non avendo la verità in tasca, mi limito a riportare quanto accade in una località turistica che non numericamente ma qualitativamente naviga in acque decisamente migliori delle nostre.
A Grado invece aleggia il fantasma di trasformare un albergo in parcheggi e a pochi metri un cinema in appartamenti.
Chissà se la folcloristica delegazione di ciclisti gradesi, durante la trasferta in terra austriaca, tra una pompa e l'altra, si è accorta di cosa succede diversamente da Grado.


domenica 14 aprile 2019

INUTILE VANTARSI DELL'AUMENTO DELLE PRESENZE


Da sempre a Grado l'indicatore delle presenze turistiche dà segno + e le persone comuni sono portate a ritenerlo un dato positivo, in realtà il solo dato delle presenze dice poco sul reale stato di salute dell'economia turistica, non voglio tediare con ragionamenti su spesa pro capite del turista medio o cose del genere, voglio partire da una considerazione semplice: si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni durante i quali le presenze erano inferiori alle attuali, l'economia turistica godeva di salute migliore di oggi, possiamo dire tranquillamente che il livello medio del turista gradese è andato peggiorando più che proporzionalmente rispetto all'aumento delle presenze e quanto affermo è facilmente verificabile dal numero di vani commerciali vuoti nelle migliori zone di Grado. Ci sono decine di negozi e bar storici chiusi e questo è il sintomo di un abbassamento della qualità del turismo gradese, non ci vuole un economista per stabilire che l'offerta commerciale di una località turistica si adegua al livello del turista e non il contrario. A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai? Io ho una mia teoria che magari può differire da quella di altri ma spero almeno di avviare una discussione che porti ad un inversione di rotta prima del baratro, e ci manca poco...
Grado, una volta, attraverso l'Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno (per i gradesi l'Asienda) aveva un gruppo di persone che si occupava di programmazione e promozione turistica, a capo di questo staff c'era un manager che tutti ricordiamo, il dott. Fernando Malfertheiner. Il Comune da parte sua partecipava a rendere Grado una località di fama internazionale con manifestazioni culturali e artistiche di alto livello, poi Malfertheiner si trasferi a Merano a dirigere la Jagermeister e a Grado iniziò il lento ma inesorabile declino che l'ha portata ai giorni nostri dove succede quotidianamente di incontrare persone che non sanno dove sia o casi eclatanti come quello di Forte dei Marmi che si era appropriato dell'immagine simbolo del turismo Gradese: la donna in costume con il velo al vento.
Oggi ci sarebbero le condizioni per ripartire con importanti iniziative per cercare di catturare nuovamente turisti di livello maggiore a quello attuale. Ci sono i soldi (grazie alla tassa di soggiorno), ci sarebbe la struttura (la GIT con l'avvenuta modifica dello statuto ha tra i suoi scopi aziendali anche la promozione turistica), invece tutto langue.
Se invece Lovato pensa di rilanciare l'immagine dell'isola con quattro ombrelloni nuovi e due scalda biberon, e l'assessore al turismo Matteo Polo con le “pompe” in terra Austriaca, si sbagliano di grosso.
In attesa di vedere nuovamente i negozi e i bar aperti pieni di turisti danarosi e magari un segno meno nel numero delle presenze facciamoci tutti una serena riflessione.

venerdì 22 marzo 2019

CINEMA CRISTALLO – LA STORIA NON SI CANCELLA


CINEMA CRISTALLO – LA STORIA NON SI CANCELLA

A Grado ci sono tantissimi edifici che trasudano storia. Camminando per il centro storico le antichissime origini di Grado si sentono sulla pelle. Le basiliche, il battistero, campo Patriarchi e tutto il castrum sono la storia di Grado. Poi ci sono gli edifici simbolo della rinascita di Grado come luogo di villeggiatura e di cura, le ville Bianchi, le ville: Reale, Bernt, Erica e pochissimi altri poiché la maggior parte è capitolata sul patibolo della speculazione edilizia degli anni 60/70/80. C'è un edificio di epoca più moderna che ha vissuto anni di particolare fermento artistico e culturale, il Cinema Cristallo. Sicuramente è il luogo dove si sono svolti gli eventi più importanti della storia gradese recente. Per anni, oltre al ruolo di cinema aperto tutto l'anno, è stato sede di attività culturali come le Settimane Internazionali del Cinema, rassegne teatrali, mostre di pittura. Nel 1995 ebbe grande successo internazionale la rassegna cinematografica intitolata “Da Lumiere a Pasolini 100 Anni di Cinema”. L'avvenimento che più ha legato la storia recente della dell'isola al Cinema Cristallo è stato sicuramente il Festival della Canzone Gradese, per anni proprio li è stato ospitato l'evento più importante per la comunità dopo il Perdon di Barbana.
Costruito da un imprenditore illuminato come il sig. Pellegrini, il Cinema Cristallo “è” parte integrante della storia di Grado. Ma come si suol dire “corsi e ricorsi storici” perchè c'è un nome che ricorre nella storia del Cinema Cristallo, quello di Fiorenzo Facchinetti. Era lui in giunta in qualità di assessore agli inizi degli anni 90 quando il Comune di Grado acquistò il cinema ed è sempre lui che in qualità di capogruppo di maggioranza rappresenta la compagine politica che vorrebbe eliminarlo. Strana coincidenza vero?
Tutto sommato l'acquisto del cinema fu una delle pochissime cose positive che fece quella giunta, ma anche in quell'occasione non mancarono di distinguersi per una gestione del denaro pubblico poco oculata. Comperare un edificio vincolato a cinema, chiuso da diversi anni, scarsamente appetibile per chiunque, pagandolo il 20% in più del valore di perizia dell'ufficio tecnico comunale non la definirei un'operazione molto intelligente. Si perchè il cinema era stato valutato un miliardo e cinquecento milioni e il Comune invece ne pagò trecento in più. Come mai? Non lo so... certo sarebbe interessante sentire la versione dell'attuale capogruppo di maggioranza, magari nella prossima seduta del Consiglio Comunale.
Purtroppo questa manica di inadeguati che ci amministra, invece di ristrutturarlo e cercare di riportare l'edificio agli antichi splendori in modo da rivalorizzare l'intero viale ora agonizzante, ha ben pensato di svilirlo riducendo i suoi spazi al pianterreno e abbandonare i  volumi superiori alla più squallida speculazione edilizia.

La mancanza di progettualità di questa giunta è drammatica.

Non mi si venga a raccontare che una ristrutturazione costerebbe troppo. Con oltre undici milioni di euro  di attivo di bilancio, poco meno di un milione di entrata annuale di tassa di soggiorno e la possibilità elevatissima di contrarre mutui, il Comune di Grado ne potrebbe ristrutturare come minimo cinque di cinema. Per non parlare poi della vendita di immobili inutili come l'ex comando vigili o l'ex sede della Dogana. Hanno deciso di buttare letteralmente dal cesso un milione e seicentomila euro, di cui quasi cinquecentomila di fondi propri, per ristrutturare e fare sperimentazioni in valle Mezzano, una delle valli più inaccessibili della laguna. Siamo alla follia.
Purtroppo non sono i soldi quelli che mancano ma la testa. Ormai sono tre anni che amministrano il nostro paese e nulla di qualitativamente rilevante è stato fatto. Solo cose di piccolo cabotaggio che hanno reso il paese sempre più triste.
Qualunque cosa tentino questi maldestri amministratori non riusciranno a distruggere uno degli edifici simbolo della cultura e del turismo gradese.
Io per primo, insieme agli amici della Lega, se necessario, mi farò promotore di un'azione di contrasto energica che non si limiterà ad una doverosa raccolta firme ma che coinvolgerà tutti i vari gradi istituzionali a difesa del nostro cinema e della nostra storia.

giovedì 21 marzo 2019

21 MARZO – E' PRIMAVERA MA IN GIT E' PIENO AUTUNNO



Spesso amo passeggiare lungo il viale e godermelo non ancora affollato di turisti. Alle volte mi capita di vedere i marciapiedi davanti ai negozi chiusi, durante la stagione invernale, in condizioni non troppo curate, certo essendo chiusi non si può pretendere più di tanto. Fortunatamente mai mi è capitato di vedere situazioni di disagio davanti a negozi, bar o altre attivita regolarmente aperti anche durante la stagione invernale. C'è però un'eccezione, li l'incuria regna sovrana. Perchè un'eccezione? Perchè l'attività è aperta tutto l'anno e non è un'attività qualsiasi. Sto parlando dell'ingresso principale della prima azienda gradese sia in termini di fatturato che di numero di occupati, la GIT GRADO IMPIANTI TURISTICI. Non va trascurato il fatto che in quell'edificio ha sede anche l'Infopoint di TURISMO FVG e il Consorzio GRADO TURISMO.
Durante tutto l'inverno, fino a oggi primo giorno di primavera, la zona dell'ingresso è sempre stata intasata da foglie secche e lordata da guano di colombi che stazionano sugli alberi antistanti. Specifico che non mi riferisco agli aghi dei pini marittimi ma, come si può vedere dalle foto scattate oggi, da latifoglie che fino a prova contraria cadono solo durante l'autunno.



Certo un bel biglietto da visita, non c'è che dire.
I vertici si sono gongolati spesso vantando un attivo di bilancio ma dubito che un minimo di pulizia e decoro davanti la porta di casa avrebbe stravolto la situazione patrimoniale. Altro dubbio che mi è venuto, forse l'Amministratore Unico e il direttore non usano l'ingresso principale ma un altro ingresso e in tutto l'inverno non si sono accorti del letamaio davanti all'ingresso principale. Un bel dilemma se pensiamo che l'Amministratore Unico della GIT è lo stesso Amministratore del Grand Hotel Astoria, li invece la situazione è totalmente diversa, massima pulizia, non c'è una foglia nemmeno quando l'albergo è chiuso e figuriamoci se c'è il guano di colombi stratificato da mesi.
Altrettanto strano che uno come l'assessore regionale al turismo Bini che in fatto di pulizie ha l'occhio clinico non abbia fatto notare il disagio durante una delle sue visite alla GIT.
Speriamo facciano almeno le pulizie di Pasqua... o sperare in un bel diluvio che lavi tutto???




lunedì 18 marzo 2019

LE CAVANE - PER RAUGNA UNA TIGRE DA CAVALCARE


Non si capisce il motivo che spinge Raugna &Co. ad usare lo scavo delle cavane per aizzare contro la regione associazioni e titolari di concessioni o proprietà in laguna. Non è intellettualmente onesto creare ad arte confusione sul problema a meno che non ci sia proprio una difficoltà a comprendere quali siano i punti da risolvere. Come ha già spiegato esaurientemente la Senatrice gradese Raffaella Marin, quello che viene regolato da leggi nazionali come la questione “Paesaggistica” e quella “Ambientale”, vedasi presenza di inquinanti nel sedimento, deve essere modificato a livello ministeriale. Se la legge 42 del 2004 (codice Urbani) per le zone vincolate prevede il parere “Paesaggistico” da parte della Sopraintendenza, le strade sono due: o ottieni il parere o si modifica la legge e si esclude dall'obbligo di parere quel tipo di lavoro. Ovviamente solo un sindaco inadeguato come Raugna non sa che la Regione non può modificare unilateralmente una legge nazionale. La malafede politica o l'inadeguatezza di Raugna si manifesta in maniera eclatante dove nel suo video accusa la Regione di aver addirittura rallentato il percorso di semplificazione per il citato scavo delle cavane. Nulla di più falso. La sinistra con la Serracchiani e il gradese Alessio Gratton per cinque lunghissimi anni hanno amministrato la Regione e pur avendo avuto tutto il tempo a disposizione il risultato è stato pari a zero. La Lega invece, senza fare troppa confusione, per quanto di competenza della Regione, già in dicembre 2018 aveva affrontato e risolto il problema . Grazie all'interessamento dell'assessore Pizzimenti. Nella legge N. 28 del 28/12/2018 all'art. 4 comma 12 è stata inserita la seguente modifica alla legge N.29 del 2017 art.6 comma 1 che regola la materia con l'inserimento del seguente testo: 1 bis. Gli interventi previsti dal presente articolo non rientrano tra quelli che normativamente rivestono valenza sotto l'aspetto urbanistico-edilizio e conseguentemente per l'attuazione degli stessi non è richiesto alcun titolo abilitativo o qualsivoglia comunicazione ai sensi della legge regionale 19/2009, né è disposta l'osservanza di eventuali previsioni dettate dagli strumenti urbanistici.>>.
A questo punto sarebbe il caso che Raugna, Fabris e il segretario del PD Ing. Rudi Fumolo si documentassero prima di parlare a vanvera e creare false aspettative.

P.S.:Testo legge N°29 del 2017 Art. 6
(Accelerazione delle procedure)
1.Per gli interventi di dragaggio manutentivi che risultano finalizzati al ripristino delle preesistenti condizioni di navigabilità in sicurezza, le procedure autorizzative sono circoscritte alla sola acquisizione delle verifiche e dei pareri necessari al conferimento e al riutilizzo dei materiali nel rispetto della vigente normativa di valenza ambientale e sanitaria.
1 bis. Gli interventi previsti dal presente articolo non rientrano tra quelli che normativamente rivestono valenza sotto l'aspetto urbanistico-edilizio e conseguentemente per l'attuazione degli stessi non è richiesto alcun titolo abilitativo o qualsivoglia comunicazione ai sensi della legge regionale 19/2009, né è disposta l'osservanza di eventuali previsioni dettate dagli strumenti urbanistici.




sabato 9 marzo 2019

DALLE PAROLE AI FATTI. Di Raffaella Marin Senatrice della Repubblica





In politica troppo spesso i propositi annunciati svaniscono dietro ad inconcretezze che si rivelano dannose non solo nella credibilità politica ma anche sulla realtà del territorio.
Prendo spunto da quanto emerso alla riunione di ieri, svoltasi nella sala del Consiglio Comunale, sul tanto discusso problema dello scavo delle cavane. Dalla lettura del quotidiano emerge che al di là delle solite affermazioni di effetto quali "semplificazione", "facilitare" e via dicendo, non è stato inquadrato il problema. Innanzitutto si deve chiarire il concetto: “scavare le cavane non è vietato” in senso assoluto. Stando a quanto affermato dal Comune, la pratica consiste nello stilare una dichiarazione asseverata da un tecnico. Le difficoltà invece riguardano l'autorizzazione paesaggistica, regolamentata dal Codice dei Beni Culturali (Dlgs 42/2004): questa è obbligatoria per interventi in aree soggette a tutela paesaggistica e va richiesta all'ente competente affinché ne sia accertata la compatibilità di intervento. In tal senso, poichè le cavane non rientrano in opere che vanno a modificare lo stato di fatto (ma semmai a ripristinarlo), l' autorizzazione certificata dovrà ben tener conto dei tempi e dei costi che non devono essere sottovalutati rispetto all'esiguità dell'opera. Purtroppo nell'elenco delle opere in edilizia libera previste dal Decreto, intese come libere da vincoli paesaggistici, non rientrano lo scavo delle cavane. Nemmeno la Regione FVG nell'accordo con il Ministero dei Beni Culturali del 2009 che ampliava l'elenco delle opere in edilizia libera ha pensato bene di inserirlo. A tal proposito mi sto attivando, presso l'ufficio legislativo del Senato, per inserire nell'elenco delle opere in edilizia libera anche lo scavo delle cavane.
Un altro problema invece, è la sedimentazione. Come noto, in alcune zone della laguna ci potrebbe essere la presenza di metalli come il discusso mercurio. In questi casi specifici, è prevista un'analisi dei sedimenti per verificare la possibilità o meno di movimentarli.
Proprio su questo argomento il 15 febbraio ho avuto un incontro con la dott.ssa Toro e dott. Sturzi, dirigenti ARPA, per individuare una via da percorrere. L'ARPA ha rassicurato le aspettative con positività e competenza. Dopo anni di analisi per la caratterizzazione di tutta la bassa friulana e isontina, ARPA, in collaborazione con la Regione FVG, ha tutti gli elementi per richiedere al Ministero l'approvazione di un protocollo che consenta nelle nostre zone, la movimentazione all'interno della stessa area dei sedimenti con presenza di mercurio.
Pertanto consiglierei l'ing. Fumolo, segretario del PD locale, di approfondire le tematiche prima di esporle pubblicamente onde evitare confusione inquadrando l'argomento in maniera faziosa. Il PD è stato al governo della Regione per cinque anni, durante i quali non ha pensato a risolvere la questione, mentre ora dal suo ruolo di opposizione, tenta di scaricare ogni responsabilità sull'attuale amministrazione, in carica solo da pochi mesi. Sarà mia personale premura condivisa con la LEGA, impegnarmi affinchè la laguna gradese rimanga tale nella sua bellezza e non si trasformi in una palude impraticabile.