giovedì 19 giugno 2014

GLI INADEGUATI

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA ASSESSORATO ALL’AMBIENTE: NESSUN RISCHIO PER LA SALUTE DALLA SABBIA DI GRADO

 

201419giugno

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA ASSESSORATO ALL’AMBIENTE: NESSUN RISCHIO PER LA SALUTE DALLA SABBIA DI GRADO



non c'è assolutamente alcun rischio per la salute delle persone

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA ASSESSORATO ALL’AMBIENTE:


NESSUN RISCHIO PER LA SALUTE DALLA SABBIA DI GRADO

Qualcuno è in grado di spiegarmi perche le analisi non sono state fatte a ottobre in modo da non farci coprire di merda da tutti i giornali d'europa?

mercoledì 28 maggio 2014

UN GENIO, DUE COMPARI E UN POLLO


Proverò a dare il mio non richiesto contributo per spiegare questo nuovo nonchè anomalo CDA di GIT. Bolzonello e Debora (senza h) devono accontentare un loro sodale che da mesi bussa alla loro porta, il compare Bigot. Quel cattivone di De Grassi sa benissimo che non lo possono revocare perché altrimenti la Regione deve sborsare un bel po di soldini. Sul fronte del Comune la maggioranza chiede a gran voce la testa di Marino. Edi stretto tra l'incudine e il martello non sa che pesci pigliare, come al solito. A questo punto entra in scena quel vecchio volpone del “compare” Zanetti e presenta a Eddi la soluzione su un piatto d’argento. Zanetti spiega a Eddi che deve concordare con Bolzonello, in riunioni rigorosamente informali, la farsa delle dimissioni e farsi garantire la contemporanea riconferma di Marino a presidente GIT. La classica operazione da due piccioni con una fava…… Da un lato garantisce a Marino la conferma come presidente e  zittisce la maggioranza in subbuglio dicendo che ha fatto tutto la Regione e lui non centra nulla, dall’altro accontenta l’altro “compare” Bigot che gode dei buoni auspici della Debora regionale. Insomma tra destra e sinistra qua non si capisce più un “cavolo”. Cosa gliene frega del futuro della Git a Bolzonello, Eddi, Marino e ai due “compari”? Una beata minchia. Il ruolo del PD locale in questa triste vicenda? Il due di spade con la briscola a bastoni.

 

P.S. Per chi avesse male interpretato il termine “compari” chiarisco subito che non ci sono intenti calunniatori. Semplicemente Zanetti e Bigot sono stati compari di matrimonio di De Grassi per semplice ironia della sorte.

 

domenica 18 maggio 2014

LA POLITICA DI EDI, MARINO E DERIVATI


Ennesima figuraccia per la nostra località turistica a causa dell’inadeguatezza di chi ci amministra. Ormai è sotto gli occhi di tutti il danno d’immagine causato dalla gestione scellerata di un problema delicato come quello del presunto inquinamento della spiaggia della Git. Non voglio entrare nel merito di ripascimenti, carotaggi, analisi e relativi risultati. Voglio  fare un ragionamento a voce alta, solo per dimostrare come spesso  avere amministratori impreparati e inadeguati  porti a risultati catastrofici come quello che viviamo in questo momento. Non bastava la crisi generale per mettere a dura prova l’economia gradese ma come ciliegina sulla torta il Sindaco e il presidente della GIT calano il carico, come si dice in gergo…..e ci regalano la peggiore immagine che una località balneare possa avere. Da alcuni giorni il tema che monopolizza la stampa locale e non solo è il presunto inquinamento della spiaggia. A parte le analisi già fatte e quelle che si dovranno fare, vi sembra normale che i personaggi in questione sapessero della gravita della situazione da luglio 2013 e non hanno fatto assolutamente nulla?  Hanno messo la testa sotto la sabbia…………..pur sapendo che la sabbia aveva qualcosa che non andava.  Invece di allertare la Regione per studiare una soluzione immediata e possibilmente più riservata possibile, se ne sono sbattuti e si sono concentrati su innalzamenti di condomini sulla diga piuttosto che gestioni fallimentari di ristoranti nati morti come le Antiche Terme.  Ora credo sia lecito chiedersi, questi personaggi è giusto che continuino o è meglio che chiedano scusa per la loro incapacità e se ne vadano più lontano possibile?

Sarei molto felice di sentire gli imprenditori turistici rispondere alla mia domanda .

La Regione da parte sua sta già predisponendo un commissariamento mascherato da nuovo CDA della GIT. Non preoccupatevi, però, l’obiettivo non è il bene del paese ma far occupare le poltrone della Git a tutte quelle mezze calzette dei vari partiti che non hanno le capacità e i requisiti di fare i presidenti.

Anche in questo ultimo caso viene da chiedersi, i gradesi sono sudditi o cittadini?

 

martedì 29 aprile 2014

La Voce del Padrone o La Voce del Mattone?

Ho trovato questa perla girovagando su internet e non so perchè  mi ha fatto venire in mente delle similitudini con la nostra isola.

La Voce del Padrone

Autore: 
 Nemesis
Oggi mi sento come il cane dell’etichetta: non abbaio e non mordo, ma neppure ho motivi per agitare la coda, e allora infilo il muso nel grammofono cercando sicurezze.
Già, la “Voce del Padrone”… ma intanto bisogna stabilire chi sia il padrone, perché non va assolutamente confuso con il proprietario.
Per esempio, nell’Inter il padrone era Mourinho, che dettava legge e imponeva a Moratti di porgergli la zampa.
A proposito di zampa, l’umanamente squallido Zamparini è invece il padrone classico: se ne va al mercato con le sue belle braghe bianche, e torna con le sporte piene di chi pare a lui; le sbatte sul tavolo del cuoco di turno e aspetta l’ora del pranzo, per vedere che succede.
Poi, siccome è nevrotico, è capace di licenziarlo se solo manca un po’ di sale, e così a Palermo ne ha fatti fuori 12 in 8 anni, una media che, in altri settori, nemmeno Badalamenti e Provenzano riuscivano a tenere.
Per carità, nessuna invidia di un tale personaggio, ma era per chiarire le differenze.
Pensando al Genoa invece, intravvedo quattro scuole di pensiero dominanti.
Gli Epicurei Ortodossi assegnano il bastone del comando al presidente, deridendo i sospetti di insubordinazione; esultano con lui e più di lui per ogni plusvalenza… come fosse loro, se la godono a ogni segnale di furbizia, e cercano il piacere nei pensieri, parole e opere del loro totem.
Ogni frase diventa un motto, ogni intervista risolve i problemi che altri hanno inventato, e ogni rassicurazione stempera le ataviche paure genoane dell’ignoto.
L’Edonismo Gasperiniano sostiene che il vero potere sia in panchina, e che un nuovo Rasputin abbia plagiato il nuovo Zar.
Fra catene, paletti, fissazioni, castighi, epurazioni e veti, l’allenatore impone il suo credo dopo aver ipnotizzato tifoseria e presidente con i risultati raggiunti, e che non potranno non ripetersi.
Ha segato fior di giocatori e ha promosso grandi scamorze; ha prodotto utili alla società ma anche irreversibili perdite; non conosce il mercato, non sa chi volere ma sa chi rifiutare, e ai giovani stranieri che gli recapitano a Pegli compila di suo pugno il foglio di via.
Il vero padrone è lui, non a caso detto Gasperson: occulto, rigoroso e sorridente.
Platonici Romantici, al solito, vivono sulla luna e si nutrono di ideali. Credono alla separazione dei ruoli che si sublima nella feconda convivenza: praticamente una sorta di Casa Vianello dove i bisticci e qualche capriccio fanno da sfondo a un grande amore.
E’ ovvio che nessuno dei due possa dire… “non succede mai niente!”, perché ogni anno si tirano i dadi del rinnovamento, ma il sodalizio funziona ed è saldo, e programma il futuro con perizia.
Questi Platonici guardano con commozione la foto di Coppi e Bartali che si scambiano la borraccia, e non vogliono sapere chi la passi a chi: l’importante è il gesto d’intesa, la concordia e lo slancio solidale dei due uomini al comando.
Il rovescio, o una variazione di questa soave nuvoletta, è la corrente dissacrante del Cinismo Pisano, una scuola di pensiero sintetizzata dal concetto dei “ladri di Pisa”, quelli che di giorno litigano e la notte… con quel che segue.
Riguarda la presunta combutta dei due e il loro patto silente: io ti smonto la squadra e faccio gli affari ma ti lascio i pretoriani e i soldatini; hai mano libera per tattica e veti ma non mi rompi le balle con pretese fuori portata; il popolo è contento e noi pure, ma ogni tanto ci scambiamo qualche frecciatina per non dar nell’occhio.
E in questa complicità svanisce la retorica del “qualche innesto”, l’enfasi di un progetto continuamente modificato dalle plusvalenze, e la fertilità panchinara che si evolve in menopausa.
Nel normale pluralismo delle opinioni, i Genoani valutano la situazione con opposte reazioni.
Gli Scettici Nichilisti ammoniscono, rifiutano la realtà ufficiale, esprimono pareri critici e rimproveri pungenti, pensando che il “bene del Genoa” non debba nascondere i guai sotto il tappeto.
La campagna acquisti ha soddisfatto un po’ tutti, perfino il Mister, ma oggi non si può ignorare che sia venuto a mancare il resto: se le doti di Gasperini erano saper motivare e organizzare, ora assistiamo a un gioco spento, senza lampi, senza grinta, ripetitivo, falsamente duttile, tanto che le squadre avversarie, invece di studiare le cassette sul Genoa, si guardano i film dei Vanzina che al confronto sono imprevedibili.
Al contrario, gli Stoici Integralisti giustificano ogni magagna, metabolizzano i guai e spalmano lo smacchiatore sulle patacche più ostinate.
Sono quelli della petizione per De Canio, sono i torturatori di chi sul web manifesta perplessità, i pompieri della ragion di stato, i rivoltatori di frittate; sono quelli per cui, chi esprime il parere su una prestazione, deve avere il diploma di Coverciano se no nisba; sono quelli che… “lui li vede per tutta la settimana” e poi mette Sculli schierando in tribuna il futuro; sono quelli del “Taci, il nemico ti ascolta”, che in privato ti vomitano quel che pensano davvero ma in rete no, perché anche i muri hanno le orecchie e i giornalisti son tutti doriani.
Sono i custodi della bambagia, e guai a incolpare Eduardo che potrebbe deprimersi o Peppiniello che non deve lasciarci, ma sono anche quelli che il 25 aprile di un anno che non so, in caso di esonero, confesseranno “io lo pensavo ma non lo dicevo”.
Non esiste un Genoano che non abbia riconosciuto a Gasperini i suoi meriti, ma quando nel calcio si parla di gratitudine per ieri significa che c’è un problema oggi; d’altra parte, a Caporetto fucilarono migliaia di “Tafazzi”, ma poi Cadorna fu esonerato per davvero e Diaz vinse la guerra.
Anch’io sono stato grato all’azienda che mi ha assunto, ma ho voluto più bene alla mia libertà di pensiero, che oggi difendo mentre cerca di non impigliarsi nella rete.
E’ giunto il momento che la Voce del Padrone parli, se ha ancora voce, e dica e faccia cose chiare invece di gettare fastidiosi sassolini.
Doveva capire in estate che la quercia non fa più ghiande, che le trasferte sono un tormento e che il bel gioco spumeggiante è diventato archeologia.
Preziosi ha da un po’ riesumato parole desuete come “subalterno” e “dipendente” riferite all’allenatore, e sembra quasi prepari il terreno a possibili novità: nel caso, anche lui sfrutterà il facile alibi delle sconfitte e dei pochi punti, ma Gasperini non merita una motivazione così ordinaria e puerile.
Con il Mister doveva esserci un commiato consensuale, una stretta di mano dopo stagioni di gloria e di reciproca soddisfazione, perché un vero padrone capisce quando si è esaurita la spinta propulsiva, e provvede a rinnovare il ciclo.
E invece oggi siamo al punto che, quando l’arbitro ha ammonito il diffidato Sculli, tutti i Genoani hanno tirato un sospiro di sollievo pensando finalmente a qualche novità obbligata.
Siamo al punto, dopo un’estate e 5 partite, che sul più bello del match la squadra si siede, come in chiesa quando c’è la predica, e lo si accetta come un fatto ineludibile, senza responsabilità di alcuno.
Se c’è da tribolare per un anno di transizione, pazienza, ma la voce del padrone smetta di bisbigliare e ordini il rimpasto, perché qui si sperpera quel che resta del giorno.
E intanto… non è per risvegliare i fantasmi, ma fra un po’ ci risiamo con la Coppa Italia… e ho detto tutto.

martedì 18 marzo 2014

LA GRANDE MASTABA




La màstaba è un particolare tipo di tomba monumentale utilizzata durante le prime fasi della civiltà egizia e come ogni grande condottiero che si rispetti anche Maricchio vuole la sua.

Se il detto chi tace acconsente molte volte è azzeccato, l’Amministrazione Maricchio & friends pare si stia organizzando per consegnare all’ingresso di Grado una mastaba dalle dimensioni mostruose, parliamo di un parcheggio di circa 35.000 metri  cubi per circa 300/350 posti auto in più rispetto a quelli già esistenti. Già queste cifre sono sufficienti per porci la domanda se il gioco vale la candela.  Nei cassetti comunali giace dal mese di dicembre scorso un Project per la realizzazione di tale parcheggio.  A parte una fuga in avanti dell’assessore all’urbanistica che annunciava la realizzazione di un parcheggio senza specificarne i dettagli, i cittadini sono stati tenuti  all’oscuro dell’impatto ambientale che un’opera del genere comporterebbe. Oltre all’impatto visivo che non sarebbe certo un bel biglietto da visita per chi arriva a Grado, c’è poi l’aspetto patrimoniale. Per la realizzazione da parte di privati dell’opera il Comune dovrebbe concedere loro la gestione di tutti i parcheggi a pagamento del territorio gradese che attualmente portano alle casse comunali oltre un milione di euro l’anno.  Facendo ciò il Comune si priverebbe della possibilità di gestire il proprio territorio per tutta la durata della concessione che ammonta alla bellezza di trent’anni.  Auspico pertanto che l’Amministrazione Comunale porti questo argomento all’attenzione del Consiglio Comunale prima possibile in modo da poterne discutere e trovare insieme le soluzioni migliori per i  parcheggi a Grado senza deturpare l’immagine del paese e senza perdere la gestione del proprio territorio. Concludendo invito anche le altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale a prendere una posizione chiara  e trasparente per un costruttivo dibattito su questo argomento.

sabato 8 marzo 2014

LA RICETTA PERFETTA

Vista la pregevole iniziativa di "Cooking in Laguna" che ha decisamente elevato la qualità della triste offerta turistica gradese durante l'inverno, oggi mi cimenterò anch'io nell'illustrarvi "LA RICETTA PERFETTA".
Ingrediente di base un territorio unico e una comunità di "CORCAI" che con il miraggio del rilancio dell'economia e con una congrua  quantità di bicchieri pagati arriva alla conclusione che "basta che i fassa".
Ingredienti minori ma indispensabili: un'amministrazione comunale assolutamente inadeguata, e mi fermo qui....., una società di costruzioni che gode di ottimi agganci in sede regionale, dove chi governa è di colore opposto a quello al potere a livello locale, così non si destano sospetti e il gioco è fatto. Ne sa qualcosa il neo segretario del PD che come avrete notato è già stato ridotto in condizioni di non nuocere dai vertici regionali. Questo fa presupporre che i giochi siano molto più avanzati di quello che si potrebbe immaginare. A questo punto il piatto è servito senza neanche usare la vasellina.
OGNI RIFERIMENTO AL PARCHEGGIO DI PIAZZA CARPACCIO E' ASSOLUTAMENTE CASUALE.


P.S. To be continued

sabato 1 marzo 2014

TENDE? CAVEME UN OCIO


Ennesimo colpo di grazia al turismo gradese. Dopo la lenta e inesorabile sparizione degli alberghi di Grado, dopo il decadimento dell’offerta commerciale con l’insediamento di numerosi negozi “etnici”, ora tocca alla categoria che negli ultimi anni aveva dato segnali di una certa vivacità: la ristorazione.  A Grado esiste una malcelata soddisfazione nel vedere andare a puttane tutto quello che funziona. Il nostro parroco tempo fa l’aveva chiamata invidia questo sentimento che governa il paese, io lo chiamo masochismo. Come diceva Nanni Moretti in un famoso film: “continuiamo così, facciamoci del male”.  Vedere quasi un intero Consiglio Comunale votare aria fritta con l’obiettivo di non urtare la sensibilità della Sopraintendente Arch. Picchione mi fa venire il vomito. Poi analizzando bene la composizione del Consiglio mi sono accorto che nessuno di loro è coinvolto nella vicenda “tende” come non erano coinvolti nella vicenda alberghi i loro predecessori. Scusate ma qui ho detto una cazzata, i loro predecessori sulla vicenda alberghi erano coinvolti ma stavano dall'altra parte della barricata e qualcuno di loro siede ancora in Consiglio Comunale.  Ma forse anche qui per motivi contrapposti tutti quelli che hanno votato hanno interesse  a non indispettire la sopraintendente. Libera perché la vede come salvatrice della patria per aver bocciato la Grado 3 e per aver tolto di mezzo le tende che davano fastidio al loro braccio armato. Per ragioni opposte la maggioranza e il PD  che come a livello nazionale si inciuciano per il bene del paese. Ora mi spiego meglio, anche loro hanno tutto l’interesse a non indispettire l’arch. Picchione perché da un lato sperano in un ravvedimento sulla Grado 3 ma dall'altro sperano di avere dalla Sopraintendenza un benevolo accoglimento dell’ultimo scempio al territorio gradese, il parcheggio “SOPRAELEVATO” di piazza Carpaccio. Questo argomento però ve lo lascio alla prossima puntata essendo molo più sugoso. Concludendo, per l’ennesima volta i giochetti da volgare consorteria vanno a danneggiare  l’ultima categoria di operatori turistici che dava ancora segni di vita e il paese sotto sotto se la gode perché tanto “gno figio lavora a Villesse”. Questo amore per la tanto amata isola che viene sbandierato a ogni piè sospinto io lo definirei in un altro modo. L’isola sta morendo e questo amore non è altro che necrofilia.