domenica 8 settembre 2019

IL TRABACCOLO - QUANDO IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI



 E' proprio vero quando si dice che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Questa notte il famoso Trabaccolo della Lega Navale è andato a picco. Era di pochi giorni fa la notizia che la Lega Navale voleva vendere il Trabaccolo a causa degli elevati costi di mantenimento, a detta loro... Notizia che aveva creato qualche  malumore tra gli appassionati della storia marinara gradese. Ora mi auguro che si apra un nuovo capitolo della storia di questa imbarcazione e che veda la comunità gradese, attraverso il Comune, protagonista della rinascita di una barca storica che insieme all'Edipo Re, ormai migrato in quel di Pellestrina, rappresentano un pò l'immagine dell'isola di Grado. Rinascita che non vuol dire regalare soldi a bacile alla Lega Navale per il restauro ma eventuale acquisizione gratuita da parte del Comune e successivo recupero per mantenerlo come patrimonio della comunità-

lunedì 2 settembre 2019

QUANDO LE COLPE DEI PADRI RICADONO SUI FIGLI


Oggi il post dell'amico Vinicio Patruno mi ha solleticato la memoria e mi è venuta voglia di esporre il mio personalissimo punto di vista su come Grado è stato amministrato dal dopoguerra ad oggi. Vinicio ha elencato i sindaci che si sono susseguiti fino ai giorni nostri, purtroppo non ha elencato i Commissari Prefettizi che sono stati anch'essi numerosi nel caso di Grado. Capisco che con il passare delle generazioni il livello della politica locale è andato via via peggiorando ma non è detto che questo peggioramento abbia comportato per la città danni maggiori di quando le cose andavano “BENE”. Il Comune di Grado per una serie fortunata di circostanze si era ritrovato “PROPRIETARIO” della stragrande maggioranza del territorio comunale, caso più unico che raro in tutta Italia. Un patrimonio di notevolissima rilevanza. In un lampo, perchè dodici anni per un'amministrazione comunale sono decisamente pochi, i gradesi si sono ritrovati padroni del nulla. Se qualcuno si chiedesse come mai dagli anni settanta in poi intere generazioni hanno dovuto emigrare sulla terraferma per potersi fare la casa, pur essendo stati i propri genitori proprietari del territorio, la risposta devono cercarla nelle qualità delle persone che hanno amministrato Grado in quegli anni.
Il territorio comunale è stato svenduto per una pipa di tabacco ai vari Baffi, Bruseschi e altri senza pensare che almeno una parte sarebbe servita a dare una casa agli stessi cittadini gradesi, legittimi proprietari. Non solo è stato svenduto ma i contratti sono stati fatti talmente male che il comune di Grado si è visto costretto a fare fognature e illuminazione pubblica su terreni che doveva urbanizzare l'acquirente, vedi Grado Pineta. In Città Giardino e Sacca dei Moreri con la causa Baffi non è andata meglio visto che oltre a quello che il comune aveva già dato ha dovuto integrare con svariati milioni di euro per chiudere la causa che andava avanti da decenni.
Per non parlare poi dei progetti fortunatamente non realizzati perchè la litigiosità dei consiglieri comunali alle volte è stata provvidenziale. Cito solo un paio per dare l'idea di quale follia pervadeva gli amministratori di allora. In quegli anni era prevista l'urbanizzazione della valle Cavanata di proprietà (allora) di Bruseschi. Si proprio quell'area naturale dove ora c'è l'oasi faunistica visitata da migliaia di persone ogni anno. C'era anche un progetto di urbanizzazione del Banco d'Orio per realizzare i palazzoni tipo Lignano Sabbiadoro. Nell'elenco di Vinicio ci sono anche i sindaci che durante il loro mandato non furono capaci di impedire il saccheggio delle ville Liberty di via Carducci e la trasformazione in condomini dei più grandi e prestigiosi alberghi di Grado. Operazioni queste che se analizzate con la dovuta obiettività fanno rabbrividire.
Ora non voglio ergermi a difensore degli attuali amministratori, totalmente inadeguati al ruolo che ricoprono, ma per onestà intellettuale se dobbiamo fare un confronto tra danni irreparabili come quelli citati e qualche concerto in diga organizzato alla carlona e qualche corsa in bicicletta in terra austriaca direi che non c'è paragone. Il rispetto che si deve a ogni persona non è in discussione ma da li a far passare per sindaci memorabili quelli che del territorio gradese hanno fatto sodoma e gomorra proprio no. Sicuramente errori fatti in buona fede ma purtroppo il prezzo lo hanno pagato i cittadini gradesi, piaccia o non piaccia.


lunedì 10 giugno 2019

GIT IN TILT



Non è il titolo di una canzone di Sfera Ebbasta ma la dura realtà gradese. Ieri per la terza stagione consecutiva le casse della GIT non hanno retto la mole di lavoro domenicale. Come se l'affluenza domenicale estiva per Grado fosse qualcosa di imprevedibile e inaspettato.
Abbiamo assistito inermi a centinaia di turisti inferociti sotto il sole costretti a lunghe attese per poter “PAGARE” una domenica di sole e mare.
La causa purtroppo è molto semplice, da un lato un sistema software inadeguato, acquistato dall'amico dell'amico, che non ha mai funzionato a dovere. Dall'altro lato una dirigenza inadeguata e preoccupata solamente a garantirsi lo status quo. Se in tre stagioni la dirigenza non è riuscita a risolvere i problemi del sistema vuol dire che oltre alla sostituzione del sistema si rende necessaria la sostituzione della dirigenza. Non ci sono più alibi, era stato proposto un affiancamento con un tecnico che si occupasse di tutta l'informatizzazione della GIT ma la proposta è stata bellamente rifiutata. La GIT è un castello inespugnabile che garantisce rendite di posizione a molti ed è ovvio che l'intromissione di nuove risorse spaventa perchè potrebbe mettere a rischio anni di ruffianamenti con i vertici regionali e chili di Attak per assicurarsi meglio le poltrone.
Purtroppo a farne le spese è l'immagine turistica di Grado.
A contribuire al senso di fastidio dei poveri turisti che amano Grado c'è stato il blocco della translagunare che porta all'isola, per l'apertura del ponte girevole alle 10 circa del mattino. Risultato, strada bloccata e code quasi fino a Belvedere. Anche qui oltre a un regolamento sbagliato che consente l'apertura a richiesta in qualsiasi ora, c'è di mezzo anche la politica, strano vero? Si perchè il ponte “nuovo” si apre e si chiude in più del doppio del tempo di quello precedente di Mussoliniana memoria. Avvisati del problema alla presentazione del progetto in Casa Balilla se ne sono ben guardati dal tenerne conto, Serracchiani, Santoro e barattoli vari targati PD.
Così va a Grado... nel frattempo il nostro assessore al turismo invece di occuparsi dei problemi dell'isola pensa la al Gay Pride.

venerdì 7 giugno 2019

A PORDENONE ALAIN ELKAN E A GRADO I NANI DA GIARDINO


Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare a due incontri di altissimo spessore a Pordenone in occasione della manifestazione “PordenonePensa”.
Nel primo si confrontavano il procuratore Carlo Nordio, il magistrato Arturo Toppan e l’avvocato Luca Ponti, intervistati dal conduttore televisivo Luca Telese sul tema dei grandi processi.

Nel secondo Giordano Bruno Guerri intervistava Alain Elkann famosissimo romanziere. Inutile dire l'apprezzamento del numerosissimo pubblico per il livello e la qualità degli interventi, il tutto accompagnato da un organizzazione a dir poco perfetta. Pensare che a Grado di queste cose se ne organizzava a decine quando la provincia di Pordenone doveva ancora muovere i primi passi e ora siamo ridotti al carnevale estivo viene da piangere.
Poi il brusco ritorno sull'isola e l'impatto con la cruda realtà
Oggi, incuriosito dall'articolo del quotidiano locale che pubblicizzava la “FIERA DEL BENESSERE” mi sono inoltrato per viale Regina Elena per dare un'occhiata. All'inizio ho pensato, stai a vedere che finalmente viene proposto qualcosa di interessante al posto del solito mercatino di ….... delle pulci, via. Invece a conferma della grezzura politica e amministrativa di chi ci governa mi ritrovo le solite bancarelle di bassissimo livello e che nulla hanno a che fare con il benessere del corpo e della mente. Non c'erano, per fortuna, le olive in fermentazione e il formaggio che sudavano sotto il sole come le altre volte ma erano degnamente sostituite dal “Pasticciotto pugliese” con annessa mescita vino. 

Non c'erano le pellicce usate di antica memoria ma un paio di bancarelle con abiti etnici degni di un centro per migranti gestito dalla caritas. Non c'erano i materassi in lattice che fanno miracoli per l'infertilità di coppia ma una non ben definita bancarella con vecchiette che riposavano conversando. Altre bancarelle di inutilità tipo la rosa finta ma vera o la bibita Afgana dai non ben chiari poteri. Ma l'attrazione della “Fiera” era sicuramente la bancarella dei nani da giardino. No non sto scherzando ci sono proprio i nani da giardino. A meno che qualcuno non mi spieghi le proprietà terapeutiche dei nani da giardino in questione, mi vedrò costretto a segnalare questo abuso al Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino.


Questo purtroppo è il livello dei nostri amministratori ma il dramma vero è il silenzio assordante delle categorie imprenditoriali.

mercoledì 29 maggio 2019

CHE POCA FANTASIA DOTT. LOVATO.... MEGLIO RIDERCI SU


Da tempo a Grado si discute su quale sia il “logo” più adatto a dare l'immagine della nostra isola. Possiamo dire quasi unanimemente che l'immagine che più ci rappresenta è la famosissima donna con il velo dell'artista Mario Puppo. Immagine che ormai oltre ad identificare l'isola identifica anche la spiaggia della GIT, tanto che proprio la GIT possiede al suo interno i manifesti originali dell'artista.
Verrebbe da pensare che anche in occasione del rinnovo del parco ombrelloni questa immagine doveva essere usata per personalizzarli, invece no, perchè la fantasia del dott. Lovato amministratore unico della Git e dei suoi collaboratori, non poteva essere tarpata obbligandoli ad usare un immagine come quella di Puppo. Gli espertoni di immagine si sono scervellati per mesi per trovare un logo “nuovo” per personalizzare i nuovi ombrelloni.




La cosa incredibile è che nonostante tutti gli sforzi profusi la scelta sia ricaduta su un logo che al dott. Lovato non risulta tanto nuovo, poiché le somiglianze con quello del suo albergo, il Grand Hotel Astoria hanno dell'incredibile.





Certo che qualche malpensante potrebbe ipotizzare un tentativo subliminale di preparare il turista gradese al temutissimo spezzatino GIT. Spezzatino dove gli albergatori dovrebbero accaparrarsi i pezzi migliori e lasciare il resto all'oblio.
Io invece penso solo che sia uno scivolone dovuto alla scarsa fantasia e sensibilità ma che da comunque il segnale di una certa inadeguatezza.
Detto ciò visto come sta andando la stagione, buttiamola in ridere.

martedì 28 maggio 2019

ELEZIONI EUROPEE 2019


Domenica abbiamo votato per eleggere i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo. In teoria alle amministrative dovrebbe essere tutta un'altra cosa. In teoria... perchè è innegabile che il traino dei partiti abbia un certo peso, certo non è garanzia di risultato. In questa tornata elettorale la Lega di Salvini, ha avuto un risultato storico con oltre il 45%, superando il record delle Provinciali del lontano 1993 quando ottenemmo l'incredibile risultato del 42% come a Milano.
L'effetto Salvini è stato fondamentale ma se Grado ha dato segnali migliori che nella maggior parte della Regione c'è una spiegazione che va oltre le elezioni europee. Da un lato un rinato gruppo locale della Lega con a capo il commissario Marizza e la Senatrice Marin che hanno rappresentato una presenza costante sulle tematiche locali, pur non avendo la Lega un proprio rappresentante all'interno dell'assise comunale. Vogliamo ricordare solo alcuni temi che interessano particolarmente l'isola, dall'inserimento di Grado nella legge per le isole minori al lavoro che la Senatrice, senza tanti clamori, sta svolgendo a Roma con il Ministero dei Beni Ambientali e Architettonici per risolvere l'annoso problema dello scavo delle cavane. Ricordiamo che la Regione governata da Fedriga, tramite l'assessore Pizzimenti ha affrontato e risolto il problema, per quanto di competenza, già a dicembre dello scorso anno. Non è stato ininfluente l'impegno del gruppo lega di Grado sulla questione dei migranti che l'amministrazione Raugna ha maldestramente tentato di piazzare a Fossalon. Operazione naufragata grazie alla forte presa di posizione dei cittadini gradesi e di tutte le forze politiche opposte a Raugna. Altro elemento che ha contribuito al successo elettorale di domenica scorsa è senza ombra di dubbio il malcontento difffuso nella popolazione gradese per l'inadeguatezza degli attuali amministratori. Proprio da questo malcontento dovrà partire il lavoro della lega gradese per costruire una squadra e un programma che sappia far rinascere la Grado turistica, riportandola al ruolo di protagonista a livello europeo che le spetta. Programma che speriamo venga realizzato insieme a tutte le forze politiche di centrodestra che a pari dignità vorranno partecipare. Il lavoro sarà difficile e delicato ma solo con la partecipazione diretta delle persone coinvolte nell'economia turistica potrà dare i risultati sperati. Non è pensabile che la prossima amministrazione gradese sia composta da sfaccendati o persone che nulla hanno a che fare con l'economia reale del paese. Il fatto che nessuno dell'attuale amministrazione sia titolare di partita IVA con sede a Grado la dice lunga su quanto possono essere coinvolti dalle decisioni che prendono.
La prossima tappa per la Lega di Grado saranno le elezioni comunali del 2021, le nostre porte sono aperte a tutti quelli che vorranno dare il loro contributo per una Grado migliore.
Intanto un sincero grazie a tutti i 1,718 elettori che a Grado hanno scelto la Lega di Salvini.

domenica 5 maggio 2019

MA LA GIT ODIA COSI' TANTO I COMMERCIANTI GRADESI?


Più volte ho criticato il fatto che la GIT per recuperare risorse faccia pubblicità per attività concorrenti al tessuto commerciale gradese. Quest'anno Lovato & Co. invece di collaborare per fare squadra ci mette il “carico”. Non bastava la pubblicità sulle cabine della spiaggia del TIARE di Villesse e dell'Outlet di Palmanova. Ora alle casse della Git ci sarà anche un espositore con i depliant dell'Outlet così se dovesse essere sfuggita la pubblicità sulle cabine non passerà inosservata quella alle casse.
Come  detto infinite volte, ben venga la pubblicità ma almeno non di attività che fanno una concorrenza impari con il già fortemente compromesso tessuto commerciale gradese.
Sarebbe molto meglio che sia l'amministratore unico Alessandro Lovato sia Leonardo Tognon si facessero assumere dall'Outlet di Palmanova in modo che li possano esprimere al meglio le loro doti manageriali e di marketing.
Non trovo giusto che delle persone pagate da una società come la GIT che ha come scopo storico, etico e culturale quello di favorire il turismo gradese, per questioni di bottega, facciano quadrare i conti con pubblicità contro i commercianti gradesi.
E' fin troppo ovvio che i commercianti, per ripicca, non possono fare pubblicità per le spiagge di Lignano o Bibione, tra l'altro gestite decisamente meglio della nostra. Non è un caso che le opere di ripascimento finanziate dalla Regione a Lignano sono già terminate e a Grado siano tuttora in corso.
La Git invece di adoperarsi per trattenere i turisti più possibile sul territorio gradese con eventi e attività collaterali, attività già previste dal nuovo statuto, manda gli ospiti a fare shopping fuori Grado.
Sarei proprio curioso di sentire l'opinione dell'Assessore al Turismo Bini su questo argomento. Oggi sarà presente all'inaugurazione della stagione turistica e sarà mia premura renderlo partecipe del mio pensiero. Magari mi dirà che sono io a non capire le astute strategie di marketing del duo Lovato & Tognon ma voglio correre questo rischio. Nel frattempo se anche altri operatori turistici mi faranno sentire la loro opinione ne sarò molto grato.