giovedì 30 aprile 2015

LA STAMPELLA - LA SFIDA FINALE


Visto l’aumentare del   numero dei cretini che ritiene il mio voto fondamentale per permettere a Maricchio di concludere il mandato, Zanetti in testa, voglio lanciare la sfida finale.
E’ facilissimo dimostrare il bluff di Zanetti e tra pochi giorni sarà sotto gli occhi di tutti.  Sono convinto che molti di quelli che si stracciano le vesti gridando che Maricchio non avendo la maggioranza debba andare a casa sono i primi a voler  rimanere li a fare il loro teatrino. Voglio pubblicamente prendere un impegno: se Zanetti sarà in grado di presentare all’ufficio protocollo 8 (otto) lettere di dimissioni firmate da altrettanti consiglieri comunali può essere certo che la mia sarà la nona, ultima e indispensabile ad ottenere il risultato voluto. Se questo non succedere nei prossimi sette giorni la stampella tanto sbandierata sarà lui a doversela infilare nel lato B e a questo punto senza neanche vasellina.


mercoledì 29 aprile 2015

LA STAMPELLA NON BASTA PIU'

Dopo le farneticazioni politiche di Zanetti apparse oggi sul quotidiano locale mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni.  Se Zanetti ritiene che Maricchio non ha più una maggioranza è un problema suo e dello stesso Maricchio che lo ha sostenuto fino a ieri, non di sicuro mio che da mesi dico che non c’è più la maggioranza e che l’amministrazione Maricchio ha fallito sotto tutti i punti di vista. Appare quanto meno strano che solo ora i due consiglieri Zanetti e Coslovich decidano di uscire dalla maggioranza. Cedolin purtroppo è solo strumento inconscio non avendo motivato la propria decisione.  Zanetti si è ben guardato dal far mancare la maggioranza quando si dovevano  approvare varianti ad hoc per i suoi amici, vedi porcata Hotel Colussi/Hotel  Zuberti. Non si è preoccupato nemmeno quando si è trattato di approvare l’ex Stella Maris. Ora che il suo vecchio amico di scampagnate  giovanili Marino De Grassi è stato trombato, giustamente, dalla presidenza della GIT fa mancare la maggioranza. Certo che riuscire a dimostrare che tutto ciò sia per il bene del paese  sarà un’ardua impresa. In realtà lo scopo è un altro. Esiste una trama oscura che sta cercando di mettere in atto un commissariamento nel tentativo di replicare l’esperimento fatto con la Olivotto e mettere in mano il nostro Comune a un Commissario che come fece Blarasin approvi quello che una maggioranza ormai allo sbando non è in grado di approvare.  Ovviamente stiamo parlano di scelte non condivise dalla stragrande maggioranza del Consiglio Comunale, mi riferisco alle UTI tanto care al PD e alle grandi lottizzazioni altrettanto care e condivise.  Per tornare alle farneticazioni di Zanetti su un mio possibile appoggio alla giunta Maricchio, ricordo che in Consiglio io ho sempre ribadito l’incapacità di Sindaco e Assessori ad amministrare il paese. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Maricchio farebbe bene a togliere il disturbo e ammettere che la stoffa per fare il sindaco non ce l’ha. Quello che succederà poi in Consiglio se Maricchio & Co. non decidessero di dimettersi, ricordo che sono li per la paghetta,  varrà valutato in quel momento da tutta l’opposizione e non solo dal sottoscritto. Un Commissario all’inizio della stagione è sicuramente più pericoloso di un Maricchio commissariato dai Consiglieri Comunali stessi.

mercoledì 22 aprile 2015

IL PD NON LA RACCONTA GIUSTA SULLE UTI

Tardiva difesa del PD gradese oggi sulla stampa rivendicando autonomia . Arriva a mezzo stampa la foglia di fico della segreteria del PD nella quale elenca tutta una serie di inesattezze. Non è chiaro se strumentali  per cercare di difendere i vertici regionali che hanno prodotto una legge fortemente penalizzante per Grado e gli altri comuni turistici o solamente frutto di scarso interesse all’autonomia e all’autodeterminazione della citta di Grado.  Come può solo ora rivendicare più autonomia quando in aula ha presentato una mozione per aderire all’ambito della Bassa Friulana dove Grado conta un voto meno del comune di Cervignano, tanto per fare un esempio.   L’apoteosi della strumentalità di certe affermazioni la raggiunge quando afferma: “la specificità dei Comuni a vocazione turistica è ampiamente riconosciuta dalla legge”.  Non c’è traccia nell’articolato della legge sui comuni turistici se non nel punto in cui viene dato un voto ponderale in più. Pezo il tacon del buso visto che Grado, comunque, continua a contare meno di Cervignano e meno di Ronchi dei Legionari.  Anche la questione dei sub-ambiti è una cavolata perché comunque devono sottostare alle decisioni dell’assemblea dell’ambito.  Ricordo che l’assemblea è composta dai sindaci e potete immaginare il peso che avrebbe Grado con 3 voti sul resto della bassa friulana.  Ma se come afferma la Giorgione è in itinere una modifica alla legge, perché invece di presentare l’emendamento  per aderire alla bassa friulana non si batte con i suoi amici regionali per far avere a Grado quello che gli spetta di diritto invece di svendere quel poco di autonomia che ci è rimasta al miglior offerente?  Stiamo vedendo in queste ore cosa vuol dire subire supinamente le decisioni altrui. Mi riferisco al rinnovo del Consiglio della GIT dove Grado si vedrà nominare dalla regione un presidente della più importante impresa turistica del paese senza neppure poter  dire una parola. Se pensiamo che proprio la segretaria del PD gradese assume queste posizioni  “vivendo lei per prima” di turismo la cosa è ancora meno digeribile.
Nel  frattempo nei bar di Aquileia si è formato il nuovo tridente d’attacco del Pd gradese ma lei come al solito non c’era.

Per chiudere, l’unica cosa bella del comunicato stampa di oggi del PD è la foto.

mercoledì 15 aprile 2015

I BONZI DEL PD E DEL SEL - LA RIFORMA DELLE UTI

PD e SEL hanno deciso di immolarsi sulla pubblica piazza come i bonzi tibetani.
 Posso capire a livello regionale che difendano a spada tratta una legge nata sbagliata. A livello locale vedere alcuni esponenti dei partiti che governano la nostra regione arrampicarsi sugli specchi per difendere una legge che penalizza in maniera oggettiva le località turistiche, mi riferisco in particolare a Grado e Lignano, è decisamente triste.
Non voglio addentrarmi negli articoli di legge che per molti sarebbero di difficile comprensione ma semplificando voglio mettere in evidenza alcuni aspetti particolarmente eclatanti.  Questa legge di fatto espropria i cittadini gradesi della possibilità di amministrarsi. Immaginate il peso che avrebbe Grado in un area come l’Isontino dove il comune di Ronchi avrà un voto più di quello di Grado    oppure nell’area della Bassa Friulana dove il comune di Cervignano conterà un voto più di Grado. Praticamente basterebbe il solo comune di Ronchi o quello di Cervignano per mettere in minoranza il comune di Grado.  Sel e PD dovrebbero spiegarmi come il più grande comune in termini di superficie, il primo polo agricolo della provincia, il comune che da solo produce il 23% del PIL provinciale possa contare all’interno dell’unione meno di Ronchi dei Legionari e meno di Cervignano. Oltre a queste cose di poco conto, secondo SEL e PD, non si può trascurare il fatto che un comune turistico in fatto di esigenze gestionali nulla ha a che vedere con gli altri comuni contermini.  Strano che partiti che si ritengono baluardo della democrazia ricattano chi non intende aderire alle unioni territoriali minacciando un taglio delle risorse del 30 %.  Taglio che non è previsto a livello nazionale. La tanto sbandierata autonomia regionale in questo caso si rivela un pericolosissimo boomerang per i comuni turistici che a questo punto potrebbero a ragion veduta chiedere di essere accorpati al Veneto e sottostare, ahimè, alla legge nazionale piuttosto che a quella regionale.
A distanza di un anno dalle prossime elezioni comunali, il comportamento dei rappresentanti di SEL e PD mi ricorda i bonzi tibetani che si danno fuoco sulla pubblica piazza in nome della libertà. In questo caso invece della libertà dei cittadini gradesi  ci sono in gioco i buoni auspici dei potenti regionali. Facciano pure,  i cittadini se lo ricorderanno.



martedì 24 marzo 2015

L'ISOLA VA A ROTOLI

Bene….quelli dell’opposizione, non tutti, sono dei barbari, terroristi, talebani e come dichiarato da Mr. 28 preferenze dott. Zanetti dei “BUFFONI”.   La domanda che dovrebbero porsi i cittadini gradesi è semplice: PERCHE’?.
Il  perché, secondo Zanetti, è presto detto, tentano ogni uno a proprio  modo di tutelare la cittadinanza da eventuali “PACCHI” sulle nuove urbanizzazioni.  Il foglio di regime riporta le dichiarazioni di vari consiglieri comunali che accusano delle più ignobili malefatte il sottoscritto e i pericolosi consiglieri di Liber@. Ovviamente lo fanno senza argomentare alcun ché. Sarebbe così semplice dire chiaramente quali sono i danni irreparabili fatti dall'opposizione in modo che il cittadino comune possa serenamente valutare.  Il  problema è un altro, come la seppia,  gettano fumo per nascondere la loro totale inadeguatezza, ampiamente dimostrata in quattro anni di fuffa fritta e come ha detto giustamente qualcuno, in olio esausto. Quando maggioranza e PD si presentano in Consiglio Comunale con documenti forniti ad arte per difendere l’indifendibile invece di chiedere chiarezza una volta per tutte, credo che la reazione sia una sola: profonda vergogna.
Sentire le dichiarazioni di un personaggio che da quattro anni è Sindaco di Grado e non ha ancora capito che un permesso a costruire è un diritto acquisito e che il detentore può iniziare a costruire con una semplice comunicazione di inizio lavori, fa cascare le palle anche al più tollerante dei Consiglieri. Lui ci viene a raccontare in Consiglio Comunale che può bloccare i lavori quando vuole, poverino… fa quasi tenerezza per come è convinto delle sciocchezze che ci propina. Forse non tutti si sono accorti che Maricchio non ha più una maggioranza, ricordo che l'opposizione ha respinto la mozione con 8 voti e grazie all'astensione strategica del PD. Voglio proprio vedere quando ci sarà da votare altro.....
E’ evidente il motivo per cui  quest’armata Brancaleone come primo atto amministrativo ha vietato le telecamere libere in Consiglio Comunale, dopo averle sfruttate a piene mani con l’amministrazione precedente.  Questi  sono impresentabili……. Per fortuna oltre alla telecamera di regime, trovata nell'uovo di Pasqua, c’è la registrazione audio, unica garanzia per dimostrare le baggianate dette dalla maggioranza e viscidamente riportate dal “giornalista” locale.
 Nel frattempo i problemi legati all'economia turistica passano in secondo piano e ci avviamo al quinto anno di questa amministrazione che ci regalerà altri 12 mesi di promesse scritte sul ghiaccio.
E intanto l’isola va a rotoli.



giovedì 19 marzo 2015

LA "RIFORMA" UN'OCCASIONE SPRECATA

legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26 “Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative”
Con la riforma degli enti locali si è sprecata una grande occasione per rendere giustizia ai comuni turistici del Friuli Venezia Giulia.  Se pur apprezzabili i motivi che hanno spinto l’attuale Giunta Regionale a porre mano all’organizzazione degli enti locali non  riesco a capire il perché di costringere i comuni turistici come Grado, Lignano, Tarvisio e altri a unirsi a comuni limitrofi che non hanno nulla a che vedere con le esigenze e le problematiche di un comune turistico.  Da anni sostengo che Grado insieme agli altri comuni turistici deve battersi per un riconoscimento giuridico ma soprattutto economico del proprio status. Ora La Regione, in direzione opposta, prevede un taglio del 30% dei conferimenti  per quei comuni che decidono di non unirsi ai comuni limitrofi e scelgano la via di rimanere  autonomi.  Tutto questo è assurdo se pensiamo che in termini di PIL Grado rappresenta oltre il 20% del totale della provincia di Gorizia. In pratica invece di dotare un comune turistico di risorse maggiori perché possa continuare a produrre ed investire lo si penalizza tagliando le risorse. Per fare un parallelo con l’agricoltura è come se in un frutteto andassimo a eliminare il fertilizzante proprio agli alberi che producono più frutti.  A dire la verità un timido tentativo di riconoscere uno status privilegiato ai comuni turistici è stato fatto. Grazie ad un emendamento presentato dal nostro (in senso Gradese e non di partito) Consigliere Regionale Alessio Gratton, Grado dovrebbe godere di un voto in più nel caso scegliesse di far parte di un ambito territoriale con i comuni limitrofi. Questo è sicuramente apprezzabile ma rimane distante dall’esigenza  di maggiori entrate e di totale autonomia che ha un comune turistico.  E’ oltremodo triste che la tanto sbandierata vocazione turistica del Friuli Venezia Giulia non trovi riscontro nelle politiche regionali,   in maniera estremamente miope continuano a trattare il settore turistico come fanalino di coda delle attività produttive. Cito solo brevemente il disinteresse della Regione e purtroppo anche del nostro sindaco sulla fallimentare gestione della GIT.  Di inadeguatezza e non di disinteresse si deve parlare invece dell’operato del nostro sindaco riguardo il riordino degli enti locali.  La non disponibilità ad un confronto pubblico su un tema così importante  non è sufficiente a nascondere la sua inadeguatezza, la sua mancanza di progettualità e la sua mancanza visione per il futuro della nostra isola.

Concludendo, se mi dovessi trovare in Consiglio Comunale a scegliere a quale ambito di comuni limitrofi dovrebbe appartenere Grado, con una pistola alla tempia sceglierei ovviamente la bassa friulana con Aquileia e gli altri comuni. Grado ha legami storici e culturali da più di mille anni con Aquileia e ormai da molti decenni anche turistici. Non va dimenticato che il legame con Aquileia va anche oltre le questioni istituzionali visto che più di un migliaio di gradesi vive ormai da anni in quel di Aquileia. Inventarsi legami con l’isontino paventando perdite di contributi o disservizi per le forniture di rete credo sia demagogia di qualche politico sfigato che pensa che senza i voti di Grado potrebbe perdere i l proprio scranno dorato.

mercoledì 11 marzo 2015

IL PATTO DEL GULASH


Ogni giorno sui più svariati canali televisivi siamo invasi da programmi di cucina di tutti i tipi. I cuochi sono diventati delle vere e proprie star, venerati e osannati come divi di Hollywood.  Seguendo questi programmi un po’ per passione  un po’ per curiosità, la mia cultura in materia è notevolmente migliorata. Mai avrei immaginato, però,  di scoprire che esiste un piatto dai poteri extra-alimentari, poteri che definirei politico diplomatici, capace di compiere miracoli come quelli di riunire sotto uno stesso tetto personaggi che fino a poco tempo fa avremmo potuto definirli: il diavolo e l’acqua santa.
Lasciando correre a briglia sciolta la fantasia potremmo anche immaginare questo piatto come  una specie di manna di biblica memoria in grado di fare da  rito di iniziazione per una nuova realtà politica che pur in fase embrionale stia gettando le basi per scendere in campo alle prossime elezioni comunali. Ovviamente una compagine, così eterogenea e contraddittoria sotto molti punti di vista,  solo con gli extra-poteri del gulash con le “ganasse” poteva trovare accordo e armonia invece di suonarsele di santa ragione. Se Il famoso Vissani, consigliere culinario, di D’Alema avesse solo immaginato i poteri di questo piatto ungherese, che da anni ormai viene considerato piatto locale in queste terre di confine, avremmo avuto governi stabili e con maggioranze bulgare.  Invece l’Italia si è sempre contraddistinta per la breve durata dei propri governi.  La scoperta degli extra-poteri del gulash  è merito di un piccolo politico locale che in politica non ha mai brillato. A dimostrazione delle sue scarse capacità c’è un notevole palmarés  ma con questa scoperta gli si aprono decisamente nuovi orizzonti sullo scacchiere isolano.

Chi l’avrebbe mai detto che nella capitale incontrastata del Boreto a compiere il miracolo sarebbe stato un piatto di antiche origini ungheresi…

Chissà se il nome di questa nuova compagine sarà proprio "LISTA GULASH CO LE GANASSE".