mercoledì 11 marzo 2015

IL PATTO DEL GULASH


Ogni giorno sui più svariati canali televisivi siamo invasi da programmi di cucina di tutti i tipi. I cuochi sono diventati delle vere e proprie star, venerati e osannati come divi di Hollywood.  Seguendo questi programmi un po’ per passione  un po’ per curiosità, la mia cultura in materia è notevolmente migliorata. Mai avrei immaginato, però,  di scoprire che esiste un piatto dai poteri extra-alimentari, poteri che definirei politico diplomatici, capace di compiere miracoli come quelli di riunire sotto uno stesso tetto personaggi che fino a poco tempo fa avremmo potuto definirli: il diavolo e l’acqua santa.
Lasciando correre a briglia sciolta la fantasia potremmo anche immaginare questo piatto come  una specie di manna di biblica memoria in grado di fare da  rito di iniziazione per una nuova realtà politica che pur in fase embrionale stia gettando le basi per scendere in campo alle prossime elezioni comunali. Ovviamente una compagine, così eterogenea e contraddittoria sotto molti punti di vista,  solo con gli extra-poteri del gulash con le “ganasse” poteva trovare accordo e armonia invece di suonarsele di santa ragione. Se Il famoso Vissani, consigliere culinario, di D’Alema avesse solo immaginato i poteri di questo piatto ungherese, che da anni ormai viene considerato piatto locale in queste terre di confine, avremmo avuto governi stabili e con maggioranze bulgare.  Invece l’Italia si è sempre contraddistinta per la breve durata dei propri governi.  La scoperta degli extra-poteri del gulash  è merito di un piccolo politico locale che in politica non ha mai brillato. A dimostrazione delle sue scarse capacità c’è un notevole palmarés  ma con questa scoperta gli si aprono decisamente nuovi orizzonti sullo scacchiere isolano.

Chi l’avrebbe mai detto che nella capitale incontrastata del Boreto a compiere il miracolo sarebbe stato un piatto di antiche origini ungheresi…

Chissà se il nome di questa nuova compagine sarà proprio "LISTA GULASH CO LE GANASSE".

martedì 24 febbraio 2015

A MARANO NON DORMONO.....


Da più di quarant'anni ormai frequento quasi giornalmente la laguna di Grado essendo “sfortunato” proprietario di una valle da pesca.  I virgolettato è d’obbligo perché forse pochi sanno l’impegno e i sacrifici che richiede l’operare in un ambiente meraviglioso ma difficile e delicato come la laguna di Grado.  Da anni, grazie anche al ruolo di Consigliere Comunale, chiedo che l’Amministrazione si occupi della laguna che vive in uno stato di anarchia e per certi versi anche di abbandono. Da anni chiedo regole a favore di chi la vive e la cura e  vigilanza nei confronti di chi arrivando da fuori la frequenta in maniera violenta e irrispettosa dell’ambiente e della cultura millenaria presente in questi luoghi. Il tutto è rimasto inascoltato e l’assessore “competente” addirittura si è permesso di rispondermi  in Consiglio Comunale che più lo sollecito e meno lui si occuperà dell’argomento.  Ora leggo che i nostri vicini di Marano Lagunare addirittura chiedono la tutela da parte dell’UNESCO della loro laguna e noi invece siamo nell'immobilismo più totale.
“Il Comune di Marano ha avviato l’iter per l'attivazione della procedura di richiesta di tutela Unesco per quel patrimonio di tradizione e cultura che i 53 casoni della laguna rappresentano. “
Certe notizie oltre a provocare una profonda tristezza scatenano anche tutta una serie di domande alle quali dare una risposta veritiera potrebbe costituire diffamazione.  Forse la fortuna di essere una località turistica, una volta famosa in tutta Europa, nel caso specifico è una disgrazia? E’ un caso che l’ufficio più dotato di risorse umane è l’ufficio tecnico e non quello turistico? E’ un caso che invece di occuparsi dell’intero territorio e prioritariamente delle aree più delicate come la laguna, da anni è quasi monopolizzato dalle due grandi speculazioni in atto come la Grado 3 e la Zamparini city. Dov'è l’interesse pubblico che dovrebbe perseguire la nostra amministrazione se invece di occuparsi di “AMBIENTE” si occupa di “CEMENTO”? Tornando all’argomento, a Grado molti si riempiono la bocca con la necessità di tutelare la nostra laguna ma purtroppo i fatti dimostrano il contrario. Attualmente  non ci sono nemmeno dei timidi tentativi se non quelli dei concessionari o proprietari di Casoni e Valli da Pesca,  che a proprie spese continuano la tradizione e difendono le isole dall'aggressione della natura con il sudore della propria fronte e i calli sulle mani. Io credo che almeno ai concessionari il Comune abbia l’obbligo di dare aiuto e di riconoscere l’importanza del lavoro svolto.  Anche su questo argomento, purtroppo,  le richieste dei concessionari sono rimaste lettera morta. Se poi pensiamo che la laguna di Grado è stata ispiratrice di poeti come Biagio Marin e artisti come Pierpaolo Pasolini che ambientò proprio nella nostra laguna un capolavoro cinematografico come Medea,  la totale assenza della nostra Amministrazione fa venire le lacrime agli occhi. A essere sinceri qualche piccola attenzione c’è ma anche questa è innominabile a rischio querela……….


sabato 21 febbraio 2015

CINQUANTA SFUMATURE DI VERDE

Le motoseghe sono un attrezzo da lavoro utilissimo per boscaioli e manutentori del verde ma hanno anche una funzione sottovalutata dai più, con il loro rumore assordante distolgono l’attenzione dei cittadini da quelli che sono i veri problemi del paese.  Anche su un argomento importante per il paese come la Grado 3 dove il Comune si trova scoperto dalle garanzie fidejussorie previste per legge,  sono bastate quattro motoseghe a fare più clamore di un procedimento amministrativo dai risvolti grotteschi e difficilissimo da riportare nell'alveo della legalità.  Sono bastate, inoltre, poche fotografie di pioppi dallo scarsissimo valore per mettere in secondo piano il grande lavoro fatto dagli amici di Liber@ sulla regolarità della procedura amministrativa della Grado 3. Lavoro attraverso il quale si è scoperto non solo che la fidejussione presentata era “tarocca” ma anche l’inadeguatezza di dirigenti e Segretario Comunale a gestire il problema, se di inadeguatezza si può parlare.  Sul Sindaco e giunta caliamo un velo pietoso perché cercare di valutare il loro operato sarebbe come pretendere di pesare le scorregge nello spazio.

Ma torniamo alla questione del verde.  Tanto clamore per il taglio di alberi in una zona degradata e utilizzata per anni come discarica di spiaggiati, oltretutto area PRIVATA, e non una parola per il degrado di quello che è stato il fiore all'occhiello della spiaggia di Grado: il “PARCO DELLE ROSE”. Qui a Grado ormai si pensa che il verde sia tutto quello che ha un colore dal RAL 6000 in avanti. Il verde, soprattutto quello pubblico, dovrebbe essere quello da vivere non quello da guardare magari dall'esterno di una recinzione arrugginita.  Immaginate se un turista Viennese, affezionato frequentatore di Grado, preferisca godersi l’ombra e il colore dei fiori in un Parco delle Rose restaurato a livello dei giardini delle migliori località turistiche europee o preferisca guardare  quattro “talpuni” a tre chilometri dal centro storico?


Beh io non ho dubbi il verde di cui ha bisogno Grado è quello di qualità, ben tenuto e pulito ma soprattutto pubblico, verde che faccia parte di una delle tante attrattive che una destinazione turistica deve avere.  Se qualcuno pensa che un aiuola in più possa essere considerato verde pubblico si sbaglia di grosso. New York è una delle città più cementificate del mondo ma ci sono oltre a Central Park centinaia di parchi urbani. Noi starnazziamo per quattro “talpuni” e lasciamo nell'abbandono più totale il PARCO DELLE ROSE. Strano ragionamento……..

giovedì 5 febbraio 2015

GLI INUTILI

Sono passati quasi quattro anni dall’insediamento dell’attuale Sindaco e Giunta e tra un anno si andrà a nuove elezioni. Fare un bilancio di questi quattro anni credo sia cosa utile visto che ormai la campagna per  la prossima tornata elettorale  è iniziata. Sempre più spesso leggiamo comunicati stampa, chi pro chi contro ma difficilmente si argomenta in maniera sintetica e comprensibile.  Da parte di chi è a favore di questa  inutile giunta posso capirlo, non avendo prodotto nulla di buono , è molto difficile argomentare su come siano stati spesi questi quattro anni di amministrazione.  Gli argomenti sarebbero tantissimi ma riassumendo i principali,  la situazione è desolante.
TURISMO
NULLA. Mancanza assoluta di un progetto di rilancio. Smembramento di quel poco che esisteva dell’URP Ufficio Relazioni con il Pubblico.  Della creazione di un agenzia per il turismo nemmeno traccia. Gestione fallimentare del Project  Financing del polo termale. E’ stato buttato alle ortiche oltre un milione di euro senza che l’amministrazione abbia detto una parola. Ora per fortuna è intervenuta la Regione esautorando da qualsiasi attività operativa il Comune di Grado.  Gestione fallimentare  della problematica “mercurio”. Sputtanati sui giornali di mezza europa per non aver provveduto in tempo debito a fare le analisi che poi hanno confermato la salubrità delle nostre spiagge. Insomma, quello che è senza ombra di dubbio  il settore trainante dell’economia gradese trattato come l’ultimo dei servizi comunali. Nemmeno i servizi cimiteriali hanno avuto così poca attenzione.
EDI-LIZIA E URBANISTICA
NULLA per la collettività ma MOLTO  per i portatori sani di benessere.  Nonostante i proclami del basta cemento l’ufficio tecnico ha dovuto fare gli straordinari per saziare gli appetiti speculativi dei portatori di benessere e Sindaco e Giunta al servizio del cemento facile, ovviamente. Dall’ex Stella Maris, alla Grado3, alla Zamparini City e prossimamente l’ex hotel ADRIA, anche in questo frangente abbiamo visto l’inutilità amministrativa di questa giunta, incapace di dettare le regole affinché  la città sia tutelata dagli scempi perpetrati in passato.  Sempre a 90°,  affetti da una sindrome di Stoccolma mai vista prima in questo paese. Anche la vicenda della famosa fidejussione per la Grado 3 è l’esempio di come amministratori e funzionari non siano stati all’altezza di tutelare la collettività. Come ciliegina sulla torta ci mettiamo la portualità. Sono riusciti a bocciarsi l’unico punto del programma che avevano scritto chiaramente, mi riferisco al porto di Pineta e farsi bocciare dal TAR la variante porti che costringerà il Comune a rifondere danni ai privati per centinaia di migliaia di euro tutto a carico del contribuente.
LAVORI PUBBLICI
Qui sarò brevissimo. Non c’è un lavoro pubblico di rilievo del quale  l’amministrazione possa vantare progettualità nonché esecuzione. Si sono scornati in maggioranza per mesi sul progetto del parcheggio di p.zza carpaccio per poi mestamente riporlo nel fondo di un cassetto arrendendosi alla cruda realtà, era una boiata pazzesca.

L’argomento TENDE l’ho tenuto per ultimo perché ritengo dia la giusta immagine di quanto fatto dal promettitore professionista. Quando un anno fa in Consiglio Comunale mi sono trovato a votare da solo una mia mozione che prevedeva di mettere un “paletto” chiaro sulla questione tende, qualcuno mi ha chiesto se no avevo dubbi visto che ben sedici tra consiglieri e sindaco avevano votato contro, la mia risposta è stata: vedremo il tempo a chi darà ragione. Mai previsione fu più azzeccata. Passato un anno e…….il nulla.


Concludendo,  di un amministrazione che non ha prodotto nulla se non i costi dei loro stipendi e che ormai non avendo più nemmeno una maggioranza rimane li attaccata alla canna del gas perché la paghetta non risolve ma aiuta moltissimo, noi sinceramente ne faremmo volentieri a meno.

venerdì 23 gennaio 2015

ADRIA SI ADRIA NO

Dopo tante polemiche tra raccolte di firme contro e raccolte di firme a favore cercherò di spiegare la mia posizione sull’argomento che da giorni tiene banco sul foglio locale e sui social network più diffusi, il piano particolareggiato dell’ex Hotel Adria. Purtroppo a Grado spesso succede che la discussione degeneri in un banalissimo pro o contro degno del peggior tifo calcistico, invece di discutere sul reale problema. Cosa sono e come sono fatti gli “ALBERGHI”. La mia idea di albergo è molto semplice: l’albergo è quello dove ci lavora una moltitudine di persone e  NON HA L’ANGOLO COTTURA NELLE “SUITES” (camere).  Quelli con le cucine sono APPARTHOTEL non ALBERGHI. L’equivoco nasce da una maldestra legge regionale di classificazione alberghiera nella quale si individuano come strutture ricettive anche gli apparthotel  (quelli con la cucina in ogni camera) , cosa che nulla ha a che fare con la destinazione urbanistica. A Grado invece artatamente c’è stata un’interpretazione fantasiosa e si  è applicata in urbanistica una norma di classificazione. Risultato, gli alberghi possono avere la cucina in camera, vedi hotel Al Bosco tanto per citarne uno. Anche le due raccolte di firme a mio avviso non aiutano a fare chiarezza. Una perché incentrata prevalentemente sull’altezza e l’altra sull’essere favorevoli agli alberghi in centro. Io vorrei conoscere almeno un pirla che dichiari apertamente di essere contrario agli alberghi in centro. Appurata questa ovvietà vorrei sapere  quanti di quelli che hanno firmato a favore degli alberghi in centro avrebbero  firmato se la domanda fosse stata: saresti favorevole agli alberghi in centro se poi diventassero di fatto dei condomini camuffati da albergo? Anche qui la risposta sarebbe fin troppo ovvia. Quello che non racconta il nostro poco amato sindaco è che una volta approvate le volumetrie richieste il Comuna non ha poi gli strumenti per impedire che vengano realizzati dei mini appartamenti con angolo cottura con l’alibi di una bella insegna con scritto Hotel Adria. Per fortuna ci sarebbe un modo per verificare la buona fede sia del sindaco che dei “portatori di benessere”.  Basterebbe modificare il Piano Regolatore in modo da prevedere dei volumi , così detti premianti, solo ed esclusivamente alle strutture che non realizzano le suite con angolo cottura ma realizzano alberghi con servizi di cucina tradizionale. Questa sarebbe la prova del nove che permetterebbe a tutti di votare più sereni  viste le  innumerevoli  promesse non mantenute della storia alberghiera gradese.  In mancanza di questo piccolo ma fondamentale dettaglio il mio voto sarà rigorosamente contro come già avvenuto per il PRPC dell’ex Stella Maris.  

Ora vorrei porre una domanda, siamo sicuri che gli attuali problemi che affliggono la nostra comunità siano la Grado 3, l’Hotel Adria o la magnolia di riva Camperio? Forse la mancanza di un piano strategico di rilancio del turismo a Grado, la mancanza di coordinamento tra Regione e imprenditoria locale per la realizzazione delle nuove terme o la riorganizzazione della GIT Grado Impianti Turistici sono argomenti molto più importanti e tali da rivoluzionare l’assetto turistico del paese? Bene, secondo me questi dovrebbero  essere gli argomenti sui quali il paese dovrebbe dibattere nella speranza di riportare Grado al ruolo di destinazione turistica di livello europeo. Finché la discussione sarà pro o contro Adriano ben poca strada faremo.

martedì 20 gennaio 2015

DA ISOLA D'ORO A ISOLA DALLE UOVA D'ORO

“I spik Inglish” de Anfora però.

Bellissima notizia questa mattina sul quotidiano locale. Finalmente. Un fondo d’investimento inglese, del quale non si conosce il nome perché rigorosamente secretato, pare sia interessato a  investire a Grado in un albergo che “avrà finalità strettamente turistiche”. Che cavolo vuol dire finalità strettamente turistiche???? Un albergo dovrebbe avere come scopo quello di ospitare turisti ma forse nella new economy ci sono forme nuove che io non conosco. La cosa meravigliosa è che un Fondo d’investimento inglese o comunque una società d’oltre Manica abbia individuato, come obiettivo dei suoi investimenti, in primis l’Italia dove c’è un regime fiscale dei più penalizzanti al mondo e in seconda battuta Grado. Non Venezia, Milano, Firenze, Roma dove i turisti sono presenti 12 mesi all’anno ma Grado dove quando va bene si riesce a sbarcare il lunario in quattro mesi di stagione più qualche brillante long weekend. Sicuramente è giunta voce direttamente alla Regina Elisabetta che a Grado ormai da quattro anni è in atto la destagionalizzazione del Sindaco Maricchio. Tra presepi, carnevali e festival ormai Grado la fa da padrona su tutte le testate giornalistiche d’Europa e spesso,  grazie ad un ospite affezionato come Joe Bastianich, anche nella Grande Mela. (Per quii che sta in strunsulin, New York).  E’ notizia di pochi minuti fa che il Comune sta organizzando corsi gratuiti di lingua inglese alla Giunta e ai dipendenti dell’ufficio tecnico, Bernetti escluso perché lo conosce già, in modo da zerbinarsi nella migliore tradizione locale al foresto de turno che porta oro, incenso e birra.

Dopo la prima ondata di ilarità che mi ha suscitato l’articolo de Il Piccolo di  oggi sono arrivato alla meditata e triste conclusione che non trattasi di Fondo di Investimento ma Fondo del Barile che i gradesi saranno costretti  a grattare in futuro  grazie ai nostri conosciuti e da alcuni amati portatori di benessere.

lunedì 19 gennaio 2015

QUANDO ASTENERSI VUOL DIRE VOTARE A FAVORE

 
Gli ultimi sussurri de le cube dicono che a Edi mancano tre voti per avere la maggioranza. In teoria vorrebbe dire andare tutti a casa. Facciamo invece un ipotesi alternativa tanto per divertirci. Da 11 voti di maggioranza si passa a 8, l'opposizione perde 2 voti e ne acquista 3, 6-2+3=7. Ora vi chiederete ma dove vanno quei due se non sono più all'opposizione? In maggioranza? No troppo spudorata come operazione, è sufficiente che si astengano e l'incoffo è bello che fatto. Così le stampelle diventano due, la maggioranza ha un voto più dell'opposizione e tutti felici e contenti. Meno che i cittadini gradesi che come al solito ce l'hanno in quel posto.  Così potranno dire: noltri no semo a favor e no votaremo comò che vol Edi ma contemporaneamente consentiranno a chi di dovere di ottenere quello che democraticamente non riuscirebbe ad ottenere. Avanti così ragazzi che è con queste porcherie che si porta avanti il paese.