La
campagna elettorale ormai è partita, anche se non ufficialmente,
comunque alle porte delle segreterie dei partiti che contano il
via vai dei questuanti è giornaliero. I tentativi degli uscenti
senza dimora di trovare una nuova casa sono sempre più pressanti,
destra o sinistra non importa, l'importante è accasarsi prima che
sia troppo tardi. Questo vale soprattutto per la pletora di aspiranti
consiglieri con velleità assessorili. Per i candidati sindaci il
discorso cambia. Da parte del non ufficializzato centro destra la
candidatura dell'enne volte ex Roberto Marin viene data per certa. A
conferma di questa mia teoria c'è l'aumento esponenziale delle
faine, pesci pilota e leccaculi vari che gli girano intorno mattina e
sera. Lui intelligentemente non conferma ma i suoi discepoli danno
ormai per irrinunciabile una sua candidatura. Il centro sinistra al
contrario si ritrova impantanato in una sovrabbondanza di candidati,
tanto che da parte di alcuni è partita una sottoscrizione per il
ricorso alle primarie. I nomi in campo si sanno da tempo, si sa che
su alcuni di questi una folta compagine di centro destra è pronta a
votarli se le primarie dovessero essere aperte alla società civile e
non solo agli iscritti ai partiti di coalizione. Io un'idea per
togliere il centro sinistra da quest'impasse ce l'avrei. L'unico uomo
in grado di riequilibrare le forze tra la candidatura di Roberto
Marin per il centro destra con quella del centro sinistra è
Raffaele Oriti. Sia Marin che Oriti hanno condiviso la “virtuosa
gestione” dell'Ospizio Marino. Entrambi ne sono usciti “puliti”
dai possibili risvolti penali della vicenda. Entrambi hanno
“dimostrato” di non essere minimamente responsabili dell'accaduto
e entrambi hanno dimostrato le stesse capacità gestionali e
amministrative. Quale migliore occasione per il centro sinistra di
candidare un uomo con pari capacità ed esperienza politica del
candidato di centro destra e lasciare che gli elettori facciano le
proprie scelte esclusivamente in base al programma, appurato che le
capacita amministrative si equivalgono? Sarebbe estremamente
ingiusto caricare sulle spalle del povero Oriti tutte le
responsabilità dell'Ospizio Marino per il solo scopo di precludergli
la scalata alla poltrona di Sindaco di Grado. Anche in questo caso mi
vedo costretto ad invocare la par condicio sperando che Oriti
apprezzi questo mio sforzo.
mercoledì 11 novembre 2015
lunedì 5 ottobre 2015
LUPI O AGNELLI
In
questi giorni il quotidiano locale si è sbizzarrito con una
fotografia più o meno reale dello scenario politico gradese. Dopo
che ben due amministrazioni consecutive non sono riuscite a
concludere il mandato, l'elettorato dovrebbe porsi qualche domanda in
vista della prossima tornata elettorale. Una caratteristica ormai
consolidata tra i candidati è quella di promettere tutto a tutti e
conseguentemente rendere quasi impossibile una scelta ragionata in
base ai programmi. Dovrebbe essere ormai evidente che a far cadere
in disgrazia le ultime amministrazioni non è stato sicuramente il
desiderio del “bene del paese” ma le solite beghe di bottega
alimentate dal fuoco sacro del mattone. E' forse giunto il momento
che a parlare del futuro del paese, prima dei candidati, siano
proprio coloro che da anni traggono dal mattone grande beneficio e
che a detta loro sia tutto il paese a beneficiarne? Premesso che
non sono assolutamente d'accordo con questo teorema e ritengo che il
cancro dell'isola siano le interferenze degli imprenditori del
mattone sulla politica gradese. Sarebbe bello che prima ancora della
campagna elettorale, prima della stesura dei programmi da parte dei
candidati e prima del festival della canzone gradese, Il Piccolo o
GradoSpia organizzassero un dibattito pubblico dove i portatori di
benessere - volgarmente chiamati palazzinari - dichiarassero
pubblicamente i loro desiderata e come immaginerebbero la nostra
isola nei prossimi vent'anni. Sarebbe estremamente utile sia per i
futuri candidati, sia per l'elettorato, conoscere ufficialmente le
strategie e le aspettative di questi personaggi nei confronti della
futura politica gradese. Magari potremmo scoprire che hanno idee
mirabolanti e che se qualcuno avesse avuto la pazienza di ascoltarli
prima d'ora, Grado sarebbe l'Ibiza dell'Adriatico da almeno un
ventennio, o al contrario potremmo scoprire che di idee nemmeno
l'ombra e l'unico interesse è quello di spremere il limone fino
all'ultima goccia per poi ritirarsi in qualche tranquilla isola del
Pacifico a godersi la vecchiaia. Due ipotesi che andrebbero
attentamente verificate.
Penso
sia importante per chi dovrà amministrare questo paese sapere se
queste persone meritano considerazione perchè rappresentano il
futuro del paese o se meritano di essere mandate a fanculo perchè se
il paese è in queste condizioni, in buona parte è “merito”
loro. Sarà un caso se ci sono centinaia di appartamenti in vendita
che nessuno vuole e ci sono decine di persone che vorrebbero
comperare un appartamento adeguato alle loro esigenze e purtroppo non
lo trovano? Forse i tempi sono cambiati e i nostri portatori di
benessere non se ne sono accorti.
Mah......
domenica 20 settembre 2015
GLI AVVOLTOI
Oggi
ci sarà un'importante manifestazione per tutelare l'ultimo
baluardo della Sanità Gradese, l'Ambulanza. Manifestazione che spero
plebiscitaria visto il rischio che sta correndo la nostra comunità,
vedendosi privare durante i mesi invernali di un servizio essenziale
come quello dell'ambulanza. Un plauso va a molti di quei cittadini
che si sono mobilitati cercando in vario modo di sensibilizzare tutta
la cittadinanza su questo pericolo. Ieri mi sono recato a porre la
mia firma di solidarietà presso il gazebo in piazza Duca D'Aosta.
Nel tentativo di passare più inosservato possibile mi sono fermato
il tempo indispensabile per porre la firma e salutare educatamente.
Non ho potuto fare a meno di notare, però, un certo assembramento
di polituncoli e aspiranti tali intorno al gazebo come se volessere
appropriarsi di un iniziativa assoluttamente trasversale. Certo il
rischio della perdita dell'ambulanza è un boccone troppo ghiotto a
ormai pochi mesi dalla tornata elettorale per non essere conteso da
buona parte del gotha della politica gradese, compresi quelli che
appartengono allo stesso schieramento che governa la regione e che
cercheranno di accollarsi il merito se mamma regione farà
dietrofront sull'argomento.
E'
notizia fresca che anche il prezzemolino Gherghetta parteciperà alla
manifestazione con la fascia blu della Provincia.
Voglio
solo ricordare ai più giovani che la protesta per la chiusura
dell'ospedale generò un politico del calibro di Fabio Zanetti
eleggendolo addirittura a Sindaco. Ci ricordiamo tutti come andò a
finire, anzi, a guardar bene lo scenario attuale proprio finita non
è.
Spero
che questa volta molti miei colleghi abbiano il buon gusto di
partecipare in modo defilato magari nelle ultime file come il
sottoscritto e ricordarsi la famosa regola che non si spara
sull'ambulanza.
martedì 18 agosto 2015
MOLTO RUMORE PER NULLA
Premesso
che “la Politica non è Facebook” e “Facebook non è la
Politica”, noto che sono bastati i fuochi di Ferragosto per
spegnere tutte le agitazioni che hanno animato lo scenario politico
gradese, in particolare su Facebook, durante questa caldissima
estate. Molti degli attori hanno incentrato le loro startegie sulla
fantastica frase “basta cemento”. L'hanno sbandierata in molti e
ci hanno creduto in pochi. Probabilmente non si sono accorti che a
decretare la fine della speculazione selvaggia non sono state le
mirabili gesta di alcuni politici locali, illuminati sulla via di
damasco, ma semplicemente la crisi economica degli ultimi anni. Il
mercato immobiliare ha avuto una contrazione mai vista prima, fino a
rasentare la paralisi in certi periodi. Nella più rosea previsione
una percepibile ripresa del mercato non si vedrà per i prossimi
dieci anni. Ma allora Grado morirà? Assolutamente no, fortunatamente
l'economia gradese non si basa sul cemento (quello è appannaggio di
pochissimi) ma sul turismo, due cose completamente diverse ma che per
anni a Grado qualcuno ha fatto credere che fossero la stessa cosa.
Allorà perchè il Consiglio Comunale per più di quattro anni ha
dicusso di cemento, chi pro e chi contro, e non di turismo e relativa
promozione? Perchè non si è discusso di azioni mirate per aiutare
gli operatori a svolgere nel migliore dei modi il loro ruolo di
“motore” dell'economia turistica? La mia interpretazione potrebbe
sembrare semplicistica ma sarei felice di essere smentito. Un motivo
è sicuramente il fatto che dal punto di vista propagandistico Il
grido “basta cemento” in un paese martoriato come Grado demagogicamente rende. Se si fosse gridato trent'anni fa forse avrebbe
sortito qualche risultato, ora che il porco è scappato che utilità
ha? L'altro motivo è esattamente opposto al primo, politicamente
non rende.......... Parlare di turismo a Grado, purtroppo, non
suscita la stessa attenzione che parlare di cemento, di abbonamenti
per i parcheggi, di posti batela e di Festival della Canzone Gradese.
Concludo con una domanda ai lettori: da cosa dipenderà il nostro
futuro e quello dei nostri figli nei prossimi anni? Di sicuro non
dagli argomenti appena citati ma da uno sviluppo concreto della sola
risorsa disponibile: IL TURISMO.
sabato 1 agosto 2015
MARICCHIO VS OPPOSIZIONE 3-0. ZITTI E MOSCA.
Tre
Consigli Comunali e tutti e tre a favore di Maricchio & Co.
L'opposizione torna a casa con le pive nel sacco, come si suol dire.
Non sono felice per questo triste risultato perchè i fatti hanno
dimostrato al di la di ogni ragionevole dubbio, che la maggioranza
esiste. Ero certo di come sarebbero andate le cose e l'ho scritto
prima che il braccio armato di Liber@ facesse partire la macchina del
fango nei miei confronti, reo di aver fatto mancare il mio
fondamentale voto per bloccare l'Adria-no. Su di me è stato scritto
di tutto e di più, offese ben oltre il limite della diffamazione.
Da vigliacchi che si credono leoni dietro una tastiera, credendo che
la banda larga sia la licenza di offendere e infangare chi ha
opinioni diverse. Triste leggere decine di commenti da parte di
persone in buona fede aizzate contro il sottoscritto perchè
accusato di essere il male del paese dai “talebani de stralonga”.
Discussioni tra i membri del Gruppo di Liber@ su Facebook per
escludermi e impedirmi di reagire alle diffamazioni ricevute. Per
fortuna al loro interno c'è anche qualche persona intelligente e di
buon senso che ha spiegato che se un gruppo si chiama Liber@ un
motivo ci dovrebbe essere. Ma torniamo ai tre Consigli che hanno
visto trionfante il Katastrofa Team (cit. Lisco) a scapito
dell'opposizione. A mente fredda faccio una domanda alla quale più
che una risposta chiedo una meditazione. Se il Bilancio di Previsione
e il Bilancio Consuntivo sono stati approvati come fossero acqua fresca,
chi è quel pirla che può solo pensare che non avrebbero approvato
l'Adria-no che era il dazio da pagare per poter rimanere fino alla
fine del mandato?
Capisco
l'amarezza di Liber@ che ha deciso di evitare in tutti i modi
l'arrivo del Commissario per il timore che approvasse l'Adia-no e ora
si ritrova Adria-no approvato e Maricchio saldamente in sella alla
sua maggioranza. L'occasione è stata persa mesi fa quando il ferro
era caldo e Cedolin, Coslovich e Zanetti (a chiacchere) erano
determinati a mandare a casa Maricchio. In quel momento “forse”
qualche speranza c'era, ma il treno va preso quando passa. Se arrivi
in ritardo non ti puoi incazzare con nessuno. Non è grave sbagliare
strategia se in buona fede, in politica è normale trovare uno più
scaltro di te (rif. Maricchio). Cercare di scaricare la
responsabilità su altri per quello che non si è riusciti ad
ottenere è un po' troppo pretenzioso, se per giunta lo farcisci di
offese e impropéri allora diventa anche di cattivo gusto. Nella
speranza che tutti se ne facciano una ragione e che inizino a
proporre alla città qualche progetto di rilancio e non le guerre tra
poveri, la vicenda si conclude con un bel 3 a 0 per Maricchio e palla
al centro.
P.S.
Sono molto contento di non aver partecipato a questa partita
truccata.
venerdì 31 luglio 2015
LO CHIAMAVANO GU'
Lo
chiamavano Gù poi con un abile finta si è trasformato in un eroe
per il bene dell'isola.
L'assessore
Felluga detto il Toto ha superato se stesso votando contro la
delibera dell'Adria (inutilmente) e votando a favore del Bilancio di
previsione 2015. Un vero fenomeno. Nel calcio quando un giocatore
deliberatamente segna un gol nella propria porta, l'allenatore ha una
sola possibilità, toglierlo dal campo. Se questo non succede è
evidente che la partita è truccata e giocatore e allenatore sono
d'accordo. Questo è successo lunedì sera in Consiglio Comunale,
Felluga ha votato contro la sua stessa maggioranza Sindaco compreso.
La conferma viene proprio dal voto favorevole sul Bilancio di ieri
sera. Forse Felluga ha sottovalutato il fatto che anche i polli sanno
che il voto sul bilancio è la totale condivisione dell'operato
amministrativo di una maggioranza al governo. Patetiche le
motivazioni adottate, tipo le preoccupazioni per il futuro dei propri
figli. Se fosse stato preoccupato veramente si sarebbe presentato
lunedì mattina insieme alla sua compagna di partito e avrebbe dato
le dimissioni insieme a me e “forse” a numerosi altri
consiglieri, mettendo la parola fine a questa pagliacciata. I giochi
erano stati ben confezionati dal Magliaro capo, la delibera doveva
passare nella confusione generale in modo da rendere poco chiara
l'identificazione di chi a favore e chi contro. Appare molto strano
che i fini politologi di Liber@ che hanno addossato a me ogni
responabilità, non si siano accorti di come mai la delibera
dell'Adria sia stata portata in Consiglio prima delle delibere del bilancio preventivo e di quello consuntivo. Il prezzo da pagare per
la prosecuzione fino a fine mandato dell'armata Brancaleone con
relativa paghetta era l'approvazione dell'Adria. In quanto alle
offese e alle diffamazioni ricevute da parte dei componenti di
Liber@, anche quelli non seduti in Consiglio Comunale, dico
semplicemente che si guardino in casa che se il paese è in queste
condizioni qualcosina ce l'hanno messa anche loro, magari in tempi
passati. Un pensiero anche ai talebani de stralonga: libertà non è
coprire di merda l'avversario e impedirgli di reagire, quello è
fascismo.
martedì 28 luglio 2015
LE FALSE VERITA'
Pochissimi
si saranno chiesti come mai in una giunta composta da sei persone (5
assessori più il sindaco), tre assessori sono “apparentemente”
contrarie al progetto dell’Adria e il progetto approda in Consiglio
ugualmente? Avrebbero potuto cassarlo direttamente in giunta.
Invece Maricchio & Co. hanno orchestrato perfettamente il
teatrino dell’inutile sapendo che comunque il progetto sarebbero
riusciti a farlo passare. Hanno illuso molti dell’opposizione di
poterlo bloccare, garantendosi nel contempo l’ammorbidimento
dell’opposizione stessa con lo spauracchio dell’arrivo del
Commissario che avrebbe approvato tutto e di più. L’ultimo colpo
di genio del magliaro è stato quello di far votare contro il fido
scudiero, il Toto, sapendo benissimo che in quel momento il voto del
Toto sarebbe stato ininfluente per l’approvazione della delibera.
Quando uno o più assessori dissento dalle decisioni prese in giunta
hanno come unica scelta le dimissioni. Anche un Sindaco quando si
trova degli assessori che si oppongono alle proprie scelte ha come
unica possibilità quella di revocarli e sostituirli. Quando tutto
ciò non accade è evidente che siamo in presenza di un teatrino che
ha come unico scopo prendere per il culo i cittadini. Se ne facciano
una ragione i tanti delusi dal risultato ma i voti in Consiglio
sarebbero stati sempre 7 a favore e 6 contrari, con me o senza di me,
con Bonaldo o con chiunque altro. Votare contro sapendo benissimo che
la delibera passava, come ha fatto il Toto, è stata la più grande
presa per il culo di questa sgangherata giunta, tra l’altro le
motivazioni pare abbiano più a che fare con verdura non pagata che
con l’urbanistica. Mi dispiace che ieri sera in Consiglio qualcuno
ci sia cascato e abbia pensato che con il mio voto o quello di
Bonaldo le cose sarebbero andate diversamente. Come ho già scritto
tempo fa, sono convinto che anche le posizioni di qualcuno della
minoranza sarebbero cambiate se l’approvazione non fosse stata così
certa.
Tecnicamente
l’unica possibilità di bloccare l’Adria era quella dell’auto
affondamento.
Questo
non è avvenuto semplicemente perché a troppi fa comodo tenere il
culo incollato a quella sedia, a cominciare dagli assessori che fino
a prova contraria il “millino” di paghetta raddoppia loro le
entrate. Così non fosse ieri mattina alle dieci saremmo stati molti
più dei nove necessari e la storia si sarebbe chiusa li.
Concludendo,
ringrazio tutti quelli che ritengono che la mia azione abbia influito
sull'approvazione dell’Adria riconoscendomi un potere che mai
avrei immaginato di avere. Ahimè i fatti purtroppo non confermano
questo potere e di conseguenza mi limiterò alla mia
inutile assenza……
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