domenica 14 aprile 2019

INUTILE VANTARSI DELL'AUMENTO DELLE PRESENZE


Da sempre a Grado l'indicatore delle presenze turistiche dà segno + e le persone comuni sono portate a ritenerlo un dato positivo, in realtà il solo dato delle presenze dice poco sul reale stato di salute dell'economia turistica, non voglio tediare con ragionamenti su spesa pro capite del turista medio o cose del genere, voglio partire da una considerazione semplice: si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni durante i quali le presenze erano inferiori alle attuali, l'economia turistica godeva di salute migliore di oggi, possiamo dire tranquillamente che il livello medio del turista gradese è andato peggiorando più che proporzionalmente rispetto all'aumento delle presenze e quanto affermo è facilmente verificabile dal numero di vani commerciali vuoti nelle migliori zone di Grado. Ci sono decine di negozi e bar storici chiusi e questo è il sintomo di un abbassamento della qualità del turismo gradese, non ci vuole un economista per stabilire che l'offerta commerciale di una località turistica si adegua al livello del turista e non il contrario. A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai? Io ho una mia teoria che magari può differire da quella di altri ma spero almeno di avviare una discussione che porti ad un inversione di rotta prima del baratro, e ci manca poco...
Grado, una volta, attraverso l'Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno (per i gradesi l'Asienda) aveva un gruppo di persone che si occupava di programmazione e promozione turistica, a capo di questo staff c'era un manager che tutti ricordiamo, il dott. Fernando Malfertheiner. Il Comune da parte sua partecipava a rendere Grado una località di fama internazionale con manifestazioni culturali e artistiche di alto livello, poi Malfertheiner si trasferi a Merano a dirigere la Jagermeister e a Grado iniziò il lento ma inesorabile declino che l'ha portata ai giorni nostri dove succede quotidianamente di incontrare persone che non sanno dove sia o casi eclatanti come quello di Forte dei Marmi che si era appropriato dell'immagine simbolo del turismo Gradese: la donna in costume con il velo al vento.
Oggi ci sarebbero le condizioni per ripartire con importanti iniziative per cercare di catturare nuovamente turisti di livello maggiore a quello attuale. Ci sono i soldi (grazie alla tassa di soggiorno), ci sarebbe la struttura (la GIT con l'avvenuta modifica dello statuto ha tra i suoi scopi aziendali anche la promozione turistica), invece tutto langue.
Se invece Lovato pensa di rilanciare l'immagine dell'isola con quattro ombrelloni nuovi e due scalda biberon, e l'assessore al turismo Matteo Polo con le “pompe” in terra Austriaca, si sbagliano di grosso.
In attesa di vedere nuovamente i negozi e i bar aperti pieni di turisti danarosi e magari un segno meno nel numero delle presenze facciamoci tutti una serena riflessione.

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