lunedì 4 giugno 2018

CI SONO VOLUTI SETTE ANNI

Ci sono voluti sette anni ma finalmente l'hanno capita.
Mi riferisco all'istituzione della tassa di soggiorno. Quando da candidato sindaco iniziai a parlare di tassa di soggiorno, come strumento per reperire i fondi necessari per una promozione turistica adeguata ai nostri tempi, apriti cielo... ci fu una levata di scudi da parte di importanti albergatori che non ne volevano sentire parlare, qualche solone la definì la morte del turismo gradese. Per fortuna quel solone è tornato a fare il suo mestiere e non fa più l'albergatore, quantomeno a Grado. Ora, da quel che leggo su Il Piccolo, passata la paura dell'impatto sul turista, verificatasi essere pari a zero, ci si preoccupa giustamente di come verranno impiegate queste risorse. Preoccupazione legittima considerata l'inadeguatezza di chi amministra il nostro Comune.
Certo che sette anni, per rendersi conto che quello che succedeva in tutta Italia sarebbe stato utile anche a Grado, non sono pochi. D'altronde finita l'epoca AustroUngarica le scelte sono sempre state caratterizzate più dai no che dai si e così facendo si è arrivati alla situazione attuale.
Immaginate se sette anni fa, invece di tenere una posizione da barricaderi contro la famigerata tassa, gli operatori turistici si fossero messi intorno a un tavolo con gli amministratori pubblici e avessero iniziato un percorso comune di progettazione e programmazione di quegli interventi che la tassa avrebbe consentito, ora saremmo in piena fase operativa invece di stare qui a preoccuparci di cosa succederà domani...
Purtroppo la chiusura mentale alle novità caratterizza spesso la nostra isola e più di una volta
l'ho subita sulla mia pelle.
La bellezza di ventitre anni fa io e il sindaco di allora Salvini (Giangi non Matteo) decidemmo di sperimentare la chiusura al traffico serale di p.zza Duca d'Aosta dalle 20.00 allo 22.30, per evitare che gli avventori dei ristoranti e dei bar della zona cenassero con gli scarichi delle automobili a pochi metri da loro. Anche in quel caso i ristoratori inveirono contro di noi sostenendo che l'assenza delle automobili li avrebbe danneggiati. Poi giustamente si è arrivati alla chiusura definitiva del traffico e tutta la piazza è rinata. Sarebbe immaginabile la riapertura? Certamente NO.
Stesso discorso quando istituimmo i parcheggi a pagamento con relativo abbonamento per i residenti. Se i residenti con l'abbonamento oggi riescono abbastanza agevolmente a parcheggiare l'automobile vicino a casa è grazie a scelte che all'epoca sono state osteggiate da molti. Piccole scelte impopolari ma che qualcuno ha avuto il coraggio di prendere ed altri NO.

Purtroppo se invece di opporsi alle novità per partito preso se ne discutesse costruttivamente, ora non saremmo qui a chiederci come mai Grado con una storia secolare di turismo, oggi è meno conosciuta di Bibione.

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